Scuola, visite psicologiche per docenti: il Miur questa volta fa sul serio
Scuola, visite psicologiche per docenti: il Miur questa volta fa sul serio

Visite psicologiche per insegnanti della scuola: se n’è parlato alcuni giorni fa, quando la notizia che il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria aveva chiesto al Miur che i docenti di ogni ordine e grado siano sottoposti ad una visita di tipo psicoemotivo almeno una volta l’anno. Il Garante giustificava la richiesta in questo modo: «Il numero di bambini maltrattati psicologicamente o corporalmente nelle scuole non può non definirsi emergenziale soltanto a leggere le cronache e fermo restando che il sommerso è di gran lunga superiore, da me tratto grazie a segnalazioni che troppi genitori mi indirizzano, salvo poi avere reticenza a denunciare. Così non si può continuare».

Visite psicologiche per docenti: il Miur sarà il via?

A questo punto sembra proprio che il Miur intenda disporre per gli insegnanti della scuola una visita psicologica annuale. Ha infatti richiesto al Garante la formulazione delle modalità per procedere. Marziale, il richiedente, ha chiarito che si intende procedere con un decreto del Governo “perché le cose non si possono portare per le lunghe”. Non tutti sono contrari. Sui social molti docenti si sono definiti favorevoli all’idea, mentre altri la considerano un’ulteriore umiliazione alla loro professionalità. L’obiettivo dovrebbe essere quello di prevenire episodi che sfociano in reati e che rivelano l’esistenza di insegnanti violenti.
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La battaglia di Marziale, spiega Studio Cataldi, va avanti da almeno quindici anni. Lui stesso spiega che “non si tratta di criminalizzare una categoria per la stragrande maggioranza composta da professionisti ineccepibili, bensì di stanare le persone in difficoltà per problemi che non è giusto scaricare su malcapitati bambini destinati a portarne i segni per tutta la vita. Il mestiere di docente è tra i più usuranti ed impegnativi che esistano e un momento di stanchezza è plausibile. Il dibattito sulle telecamere in classe è destinato a fallire miseramente, perché sono emerse difficoltà sul piano della privacy rapportata soprattutto ai piccolini, pertanto è necessario concentrarsi sul fattibile, basta che questo fenomeno abbia fine e pazienza se qualche sparuto e suscettibile soggetto vuol trarre dalla proposta spunti polemici, che respingo preventivamente e che non sarebbero che la conferma della necessità di attuare prima possibile la proposta”.

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