Ultime notizie scuola, martedì 28 marzo 2017: Pino Turi 'Mobilità ferma per colpa di una politica ragionieristica'

C’è grande preoccupazione in merito alla situazione di stand-by che sta vivendo il nuovo contratto integrativo mobilità docenti 2017/2018. Tutti sappiamo quali sono i motivi di questo blocco, a cominciare dalle difficoltà nel trovare un accordo sulla questione riguardante la chiamata diretta. Il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, ha voluto porre l’accento su un’altra questione particolarmente importante, quella riguardante la trasformazione di una parte di posti dall’organico di fatto all’organico di diritto. Nel suo editoriale pubblicato dal quotidiano ‘Italia Oggi‘ (martedì 28 marzo) Turi spiega come ‘quest’anno l’organico sarà più generoso, per effetto della trasformazione di parte dei posti da organico di fatto in organico di diritto, forse è proprio questo il problema dei ritardi: l’estremo tentativo di limitarne il numero. Una scelta politica che dovrebbe (ri)dare la possibilità di ottenere un trasferimento che potrebbe sanare le ingiustizie subite lo scorso anno.’

Ultime notizie scuola, martedì 28 marzo 2017: Pino Turi ‘Mobilità ferma per colpa di una politica ragionieristica’

Il segretario generale della Uil Scuola parla esplicitamente di ‘residui di politica dei tagli di stampo ragionieristico che non bada alle persone ma alle finanze. Sono migliaia i posti che, ogni anno, sono coperti da personale in servizio a tempo determinato. – scrive Pino Turi – La vera riforma – bisogna che se ne convinca anche il superministro dell’economia -passa dall’eliminazione dell’organico di fatto. In questa maniera le supplenze sarebbero limitate alla sola copertura delle cattedre disponibili ma non vacanti per assenza del titolare. Ma questo sembra non doversi realizzare, vedremo lo stesso film di sempre: docenti lontani dalle proprie residenze, sostanzialmente al Nord. Supplenti in servizio su posti in organico di fatto, con scadenza 30 giugno, sostanzialmente al Sud.’

Pino Turi: ‘Tutto per risparmiare le due mensilità che i precari non hanno’

‘Aumento del precariato, mancanza di continuità didattica, perdurare dell’ingiustizia subita lo scorso anno: tutto per risparmiare – prosegue Pino Turi – le due mensilità che i precari non hanno, senza considerare il loro diritto a ottenere l’indennità di disoccupazione; ma la burocrazia non fa valutazioni comparative, solo verifiche di risparmi finanziari. Risparmi formali che si trasformano in spreco sostanziale, quello delle diseconomie che pagano le persone e la comunità scolastica. La politica dovrebbe prenderne consapevolezza e trovare il coraggio di invertire la tendenza.’