Ultime notizie scuola, martedì 28 marzo 2017: nuovi professori a 'chiamata anticipata', la novità sulla riforma reclutamento

La nuova delega sul reclutamento docenti potrebbe includere delle importanti disposizioni in merito ad uno dei punti forti, ma anche tra i più criticati, della legge 107, ovvero la chiamata diretta. Secondo quanto pubblicato sul numero odierno del quotidiano ‘Italia Oggi’, sarebbero allo studio diverse ipotesi per una ‘chiamata anticipata’ dei nuovi docenti.

Ultime notizie scuola, martedì 28 marzo 2017: nuovi professori a ‘chiamata anticipata’, la novità sulla riforma reclutamento

La prima riguarda la possibilità attribuita al dirigente scolastico di poter scegliere il docente già alla fine del secondo anno del percorso Fit, quando il prof inizierà a fare le sostituzioni in classe tipiche dell’anno di prova. La seconda ipotesi, invece, prevederebbe l’applicazione della chiamata diretta solamente alla fine del percorso triennale di formazione e all’esito positivo della prova finale. Una terza ipotesi (non suggerita dall’amministrazione), riguarderebbe la possibilità, per i neoassunti, di presentare domanda di mobilità all’esito finale del triennio, con conseguente chiamata diretta solo nel caso in cui non dovessero ottenere un’istituzione scolastica di titolarità.

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Chiamata diretta ‘anticipata’: tre ipotesi al vaglio

La prima ipotesi è, senz’altro, quella più complicata e ‘pericolosa’, in quanto potrebbe dar luogo a disparità di trattamento. Infatti, bisogna ricordare che, secondo quanto previsto dal nuovo sistema, i docenti avranno già avuto una valutazione sulla base di criteri tassativi: le selezioni, infatti, avverranno attraverso lo scorrimento di una graduatoria che viene compilata sulla base del principio del merito. Se il dirigente scolastico, alla fine del secondo anno del percorso Fit, dovesse scegliere un docente con meno punti rispetto ad un altro, quest’ultimo potrebbe anche intentare un’azione giudiziaria in sede penale, proprio per non aver tenuto conto della valutazione, basata su criteri tassativi e punteggi trasparenti. D’altra parte il Miur, anticipando la ‘chiamata’ allo scattare del terzo anno, potrebbe mettere sul piatto la questione della continuità didattica ovvero un buon docente che ha già lavorato bene in una scuola come supplente potrebbe restare nella stessa sede.