Violento e incontrollabile già a 9 anni: bullismo sempre più precoce
Bullo a soli 9 anni

Sempre più precoci questi bambini di oggi, perfino nel bullismo. Il soggetto di cui parliamo (9 anni soltanto) infatti, sta terrorizzando mezza scuola elementare e un’intera classe di una scuola primaria della Valdera, già dal maggio 2015; ed è talmente violento da aver mandato in ospedale, a causa di un trauma cranico per il quale soffre di alcune conseguenze, una sua compagna qualche settimana fa. La bambina (più di altri nel mirino del piccolo bullo e offesa per il colore della sua pelle, adottata da una coppia di italiani) è sottoposta attualmente ad ulteriori accertamenti clinici. La cosa ancor più sconcertante è che nessuno interviene per porre fine a questa vicenda, dai contorni quasi grotteschi.

Bullismo già a 9 anni: violento, minaccioso e scurrile

Nonostante i numerosi esposti presentati, sia delle altre famiglie che dai genitori dell’alunna, la situazione peggiora di giorno in giorno. Il bambino in questione in pratica sta studiando da teppista violento, con un futuro assicurato da malvivente incallito: durante la ricreazione e le lezioni volano pugni, schiaffi e calci improvvisi e senza alcun motivo apparente, anche nelle parti intime e in pieno volto. Frasi come “Dammi la merenda sennò ti ammazzo” rivolte minacciosamente agli altri alunni. E poi spintoni, urla, sputi e lancio di oggetti contro i compagni: pastelli, gessi, astucci, tutto quel che capita tra le mani al temibile teppistello il cui futuro, se non vengono presi severi provvedimenti, appare già ben chiaro fin da ora.
In mensa avviene anche di peggio. Come ha scritto più volte una madre all’ufficio scolastico regionale e al dirigente, per ben due volte si è rivolto alla figlia, durante il pasto, puntandole un coltello (di metallo, ma trattandosi di una scuola elementare forse avrebbe dovuto essere di plastica) di fronte agli occhi e minacciando addirittura di ucciderla. Questi gli episodi che più di tutti l’hanno spaventata moltissimo. Se prima provava fastidio e rabbia, dopo è subentrato il terrore fino al punto da chiedere il trasferimento della bambina in un’altra classe, o addirittura scuola. Secondo quanto riportato dalla signora, i genitori del piccolo bullo hanno sempre minimizzato spiegando candidamente che “certe cose le fa anche a casa”; intanto nessun provvedimento è stato preso e lui tiene in scacco un’intera scolaresca.

Esposti dei genitori caduti nel vuoto

La prima lettera-denuncia risale al maggio 2015, assolutamente caduta nel vuoto. I problemi (ancora più gravi) si ripresentano alla riapertura della scuola, e nel corso dei mesi il disagio in classe aumenta. Le famiglie si associano alla madre che per prima ha denunciato: stavolta, con data 5 marzo 2016, il secondo esposto al preside è firmato da trenta genitori. Stupefacente la risposta del dirigente scolastico: ” Questo istituto si era già adoperato per trovare un rimedio alla vicenda – scriveva il 23 marzo 2016 – la situazione viene costantemente monitorata dal sottoscritto o della sua collaboratrice nella classe interessata. I genitori dell’allievo sono stati più volte contattati e invitati a rendersi responsabili del comportamento del proprio figlio”.
Tuttavia, le azioni del piccolo bullo continuano ad assumere i contorni della reale pericolosità per chi gli sta intorno. E così, quattro genitori si rivolgono ad un avvocato, che scrive al Ministero dell’Istruzione, all’Ufficio scolastico regionale e al preside. “Si tratta di esplicite e gravissime molestie – scriveva il legale nel giugno del 2016 – che, oltre a sputi, calci, pugni, eruttazioni sul viso, prese in giro, spintoni e denigrazioni a sfondo razziale, si sono concretizzate nel tempo con violente aggressioni fisiche, tra cui l’utilizzo di oggetti pericolosi come coltelli e forbici, e addirittura il tentato soffocamento”.

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Molestie alle compagne anche a sfondo sessuale

Lo scorso settembre il preside è stato sostituito, ma terrore e disagio regnano ancora in classe: nessun provvedimento risolutivo è stato preso per gli episodi di bullismo. Altra segnalazione dell’avvocato, nel novembre 2016, che scrive: ” Le molestie ora sono diventate anche a sfondo sessuale. Il bambino ha iniziato a palpeggiare le parti intime delle bambine: in un’occasione avrebbe perfino detto ad una compagna “se lo dici a qualcuno ti uccido”, per ottenere silenzio e sottomissione”. Il 21 febbraio, infine, la bambina di colore finisce al pronto soccorso: la scuola chiama la madre perché “sua figlia è caduta a causa di un violento spintone del bambino, e ha sbattuto la testa contro lo spigolo di un banco”.
Dopo la visita la bambina viene dimessa dall’ospedale con una prognosi di sette giorni per “trauma cranico non commotivo“. Due giorni dopo, però, comincia a star male: non riusce a stare nemmeno in piedi, accusa un forte mal di testa e le vertigini: viene quindi ricoverata per una notte all’Ospedale Lotti, disponendo poi una serie di accertamenti specialistici sulla natura dei disturbi. A quel punto, è assai probabile, i genitori non potranno che lanciare un ultimatum al dirigente scolastico; oppure, in alternativa, spostare sui binari della procedura penale l’intera vicenda.