dirigente censurato

La figura del dirigente scolastico è stata modificata dalla legge 107 ma ancora oggi, purtroppo, molti ignorano i limiti ai quali è sottoposto. E’ accaduto che uno di loro avesse abusato dei suoi poteri, come denunciato da un sindacato di base che ha portato il caso in un’aula giudiziaria. Il ricorso presentato dai cobas contro la sanzione inflitta da un dirigente scolastico nei riguardi di due docenti che si erano rifiutati di fare il corso di formazione è stato preso in esame dal Tribunale di Terni che si è espresso contro il provvedimento adottato dal d.s.

LIMITI DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

Con sentenza n. 85/2017 del 22 marzo 2017 il tribunale di Terni, senza entrare nel merito della questione dei corsi di formazione erogati fuori dall’orario di servizio, ribadisce quali sono le competenze disciplinari spettanti ai dirigenti scolastici. In definitiva essi devono limitarsi ad irrogare quelle sanzioni legate ai casi di minor gravità rispetto a quelle dove è previsto espressamente sospendere dal servizio i docenti che commettono infrazioni, con annessa sospensione della retribuzione per più di dieci giorni. Evidente dunque che nel caso in esame, il d.s. si doveva limitare ad operare la censura del comportamento scorretto.

NON COMPETENZA

Per questi motivi il giudice del lavoro del tribunale di Terni ha dichiarato illegittima la sanzione comminata ai docenti che non avevano partecipato ai corsi di formazione per la sicurezza, perché il dirigente che la aveva adottata non ne aveva la necessaria competenza; di conseguenza la ha annullata, condannando al tempo stesso il MIUR al pagamento delle spese di soccombenza di lite.

RISCHIO ABUSO DI POTERE

Quanto descritto ben rappresenta la complessità della figura del d.s. che la legge ha conferito con la riforma. Oltrepassare il limite delle competenze comporta un rischio che si è tradotto in molti casi come un abuso di potere inaccettabile. A testimoniarlo è l’incremento del contenzioso prodotto dall’entrata in vigore delle nuove normative.

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