Milano, maltrattamenti su bambini dell'asilo: docente sospesa
docente sospesa per maltrattamenti

Sono sette i bambini della scuola materna di Milano, tra i tre e i sei anni, presi per i piedi e trascinati sul pavimento, strattonati e schiaffeggiati. Si è messa addirittura a cavalcioni di un piccolo alunno, in un’occasione, per farlo smettere di piangere. Quotidiani maltrattamenti e vessazioni, il tutto ripreso dalle telecamere che i vigili del nucleo specializzato per la tutela di donne e minori – filmando per circa due mesi le angherie della maestra 51enne – avevano installato nella classe di un asilo a nord-est della città. La docente, sospesa dalla professione per un anno, è stata rinviata a giudizio per abuso dei mezzi di correzione, maltrattamenti e lesioni personali.

Bimbi strattonati e schiaffeggiati dalla maestra

L’indagine è scattata poco più di un anno fa, dopo la segnalazione di una collega che mette in allarme il settore Educazione di Palazzo Marino: gli agenti della polizia locale (coordinati dal comandante Antonio Barbato) si mettono in azione e in poche settimane accertano le violenze della maestra nei confronti dei bambini. Nel frattempo – anche perchè alcuni piccoli alunni presentano vistose striature rosse sul collo – la voce inizia girare tra i genitori e, dopo qualche giorno, arriva pure alle orecchie dell’insegnante, che decide di mettersi in malattia.
Istruito dalla dirigente del settore Servizi all’infanzia, nei suoi confronti parte immediatamente un procedimento disciplinare. Viene allontanata dai bambini e trasferita in un ufficio; inoltre, visto che su di lei pesa il sospetto che abusi di alcol, l’amministrazione chiede anche un accertamento sanitario. Nell’estate 2016 la donna si sottopone volontariamente a un percorso di riabilitazione e il medico del lavoro, nel mese di ottobre, ne riconosce l’idoneità a svolgere professione di maestra in un asilo.

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Sospesa per maltrattamenti

Spostare la maestra dalla scuola materna, con tutto quel che ne consegue in termini legali, coinciderebbe con un demansionamento: il Comune ha dunque le mani legate. A quel punto, Palazzo Marino – nel tentativo di trovare una soluzione di compromesso – la trasferisce con compiti di supplente in un altro asilo più grande, mai a strettissimo contatto con gli alunni e affiancata sempre da una collega. Ieri l‘autorità giudiziaria ha sbloccato l’impasse, in attesa del processo, notificando all’insegnante la “misura cautelare interdittiva con la sospensione dai pubblici uffici per 12 mesi.
Fonte: Il giorno