Dirigente scolastica indagata

Il dirigente scolastico che omette di segnalare all’autorità giudiziaria i casi di maltrattamenti in danno di minori rischia davvero grosso. Il coinvolgimento di una dirigente sarebbe emerso dalle indagini in corso sul caso che ha portato al rinvio a giudizio per maltrattamenti, lesioni personali e abuso di trattamenti corretti l’educatrice E.F., di 51 anni. La condotta omertosa che si manifesta tentando di insabbiare casi del genere è in grado di procurare più di un grattacapo a presidi e insegnanti. Mai tacere questi fatti è l’insegnamento che ne viene fuori da questo triste episodio di cronaca.

LE INDAGINI IN CORSO

La dirigente della scuola dell’infanzia milanese era perfettamente al corrente di quanto accadeva ma avrebbe invitato tutte le altre maestre a non rivelare assolutamente nulla di quanto successo al di fuori delle mura dell’edificio scolastico. Con questa accusa di favoreggiamento, secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA che ha ripreso un articolo del Corriere, adesso anche la dirigente scolastica rischia una condanna. Il tutto, lo ricordiamo, era partito con una telefonata di denuncia di una insegnante al dirigente del Settore infanzia del Comune di Milano. Da qui la segnalazione in Procura che ha immediatamente fatto partire le indagini.

DIRIGENTE INDAGATA PER FAVOREGGIAMENTO

C’erano state maestre che avevano tentato di mentire agli ufficiali di polizia giudiziaria. Affermavano di non aver visto ne sentito nulla di quanto accadeva in classe e tra loro si erano dette che era meglio non far sapere nulla in giro. Ma questa versione dei fatti non ha convinto affatto gli inquirenti allertati dalla Procura. Le intercettazioni ambientali avevano rivelato una realtà molto diversa. Le microcamere installate dal Nucleo tutela donne e minori della Polizia locale nel febbraio del 2016 hanno ripreso schiaffi, spintoni, urla nelle orecchie. La dirigente scolastica dell’istituto milanese non poteva non sentire o ignorare quanto stava avvenendo nella sua scuola. La sua posizione è ora al vaglio della magistratura.