Assunzioni docenti: Buona Scuola flop, ecco i dati ufficiali a confronto su precariato e supplentite
Un articolo apparso stamane sul supplemento del quotidiano ‘Repubblica’ (‘Il Venerdì di Repubblica’ del 31 marzo) rende benissimo l’idea di come la tanto acclamata Buona Scuola renziana abbia completamente fallito l’obiettivo tanto ambizioso dell’eliminazione della cosiddetta ‘supplentite’. Ricorderete, senza dubbio, i proclami dell’ex ministro Stefania Giannini che, ostentando le risorse economiche che il governo Renzi avrebbe messo sulla scuola, parlava di 180mila assunzioni che avrebbero esaurito le GaE e ‘debellato’ il male ‘cronico’ della scuola pubblica italiana, ovvero la supplentite. Ebbene, la nota firma di ‘Repubblica’, Salvo Intravaia, ha scritto in proposito.

Assunzioni docenti: Buona Scuola flop, ecco i dati ufficiali a confronto su precariato e supplentite

Azzerare il precariato e svecchiare la classe docente. A un anno e mezzo dal suo debutto, due dei più importanti obiettivi della “Buona scuola” del governo Renzi sí sono rivelati un clamoroso flop. Lo dicono i dati. Nonostante 87 mila assunzioni stabili di precari e vincitori di concorso, quest’anno i supplenti sono saliti a 126 mila, contro i poco più di centomila dell’anno scolastico 2015-2016. Più di quanto non fossero prima della riforma varata dal governo Renzi, Oggi un insegnante su sette non è stabilizzato. Neppure l’iniezione di “giovani” precari e vincitori di concorso nelle file dei docenti a tempo indeterminato, è riuscita ad abbassare l’età media dei maestri e dei professori in cattedra. L’anno scorso, la quota di insegnanti over 54 rappresentava il 37,7 per cento del totale, oggi siamo al 40 per cento. E i giovani? Dal 2,9 per cento, gli under 35 sono passati al 2,5 per cento.’