Chat genitori su WhatsApp: ANP, ecco i consigli che possono dare i dirigenti ai docenti

Il presidente dell’ANP (Associazione Nazionale Presidi), Giorgio Rembado, è intervenuto sul tema relativo all’uso delle chat su WhatsApp da parte dei genitori, chat che finiscono, spesso, per avvelenare il clima all’interno delle scuole. Nel corso di un’intervista rilasciata a Tecnica della Scuola, Rembado ha sottolineato come ‘qualche volta accada, purtroppo, che questi strumenti siano utilizzati in modo distorto, per alimentare discussioni polemiche a volte anche prive di fondamento. La scuola – afferma Rembado – pur non avendo obblighi specifici di intervento, in quanto tutto questo esula dalla possibilità di controllo e dunque dalla responsabilità, può tuttavia intervenire utilmente con iniziative educative sul corretto uso dei nuovi strumenti di comunicazione, dirette agli alunni ed allargate alle loro famiglie.’

Chat genitori su WhatsApp: ANP, ecco i consigli che possono dare i dirigenti ai docenti

In merito ai consigli che un dirigente scolastico può dare ai propri docenti, il presidente dell’ANP ritiene che ‘i nuovi sistemi di comunicazione richiedono competenze relazionali diverse da quelle utili alla relazione in presenza, che non tutti i docenti possiedono.’
Rembado ritiene che ‘i cambiamenti tecnologici e sociali in atto richiedano una specifica formazione rivolta ai docenti. In questo periodo, grazie anche agli investimenti della legge di riforma della scuola, sono in atto molte iniziative per fornire ai docenti competenze digitali, che non sono solo tecniche d’uso, ma anche capacità di interagire efficacemente tramite le applicazioni online. Il dirigente – sottolinea il presidente ANP – oltre a promuovere queste occasioni formative, può consigliare ai docenti che non si sentano ancora adeguatamente in possesso delle abilità relazionali necessarie, di astenersi dal partecipare a gruppi di discussione di alunni o docenti fino a quando non si sentano sufficientemente sicuri. Un consiglio di buonsenso sempre valido, che anche in questo caso il dirigente dà ai propri docenti, è quello di ricordare che il dialogo educativo con i ragazzi è un dialogo asimmetrico, non paritario per sua natura, e che è utile che si mantenga tale anche se il mezzo è digitale e che si sviluppi in un clima di rispetto dei ruoli.’
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