Pensione, domanda per Ape volontaria, requisiti e come fare domanda

Come senza dubbio saprete, sono in imminente uscita i decreti attuativi relativi all’anticipo pensionistico, secondo quanto indicato dalla legge di Bilancio 2017: tra le disposizioni previste, anche quella relativa all’APE volontaria. Vediamo in sintesi cosa prevede la nuova disposizione che dovrebbe entrare in vigore a partire dal prossimo 1° maggio, in fase sperimentale sino al 2018.
Per la presentazione della domanda sono richiesti alcuni requisiti, primo fra i quali non risultare titolare di altro trattamento pensionistico diretto; occorre, inoltre, avere un’età minima anagrafica di 63 anni, cioè a tre anni e sette mesi dalla pensione di vecchiaia ed avere, al proprio attivo, almeno venti anni di contributi.

Pensione, domanda per Ape volontaria, requisiti e come fare domanda

Il richiedente dovrà, innanzitutto, presentare all’Inps la domanda di certificazione del diritto all’Ape volontaria: l’istanza si deve presentare online, tramite uso del codice pin personale o dell’identità digitale SPID. Una volta ottenuta la certificazione, il richiedente potrà presentare domanda di Ape e di pensione (non revocabili, fermo restando il diritto di recesso secondo i termini previsti dalla legge), indicando negli appositi modelli che verranno messi a disposizione, il finanziatore e l’impresa assicurativa che si occuperà di garantire la copertura del prestito in caso di morte prematura del lavoratore, prima cioè della scadenza del prestito. L’impresa assicurativa dovrà essere tra quelle che aderiranno al piano stipulato tra il Mef e il Ministero del lavoro con le varie Associazioni Bancarie e Assicuratrici. Gli accordi quadro andranno a definire anche l’importo del premio assicurativo e il relativo tasso di interesse.

Ape volontaria, modalità di rimborso del prestito

L’Inps provvederà a comunicare al lavoratore l’importo minimo e massimo dell’Ape che si potrà ottenere, oltre alle informazioni precontrattuali e contrattuali. Per contro, l’istituto finanziatore invierà all’Inps e al richiedente il contratto di prestito o, nel caso di mancata concessione del prestito, la comunicazione di rifiuto del contratto.
In caso di esito positivo, il prestito scatterà entro trenta giorni lavorativi dalla sua concessione: l’Imps provvederà a trattenere l’importo della rata relativa al rimborso del prestito, già a partire dalla prima erogazione della pensione. Gli importi erogati dall’INPS, relativi al finanziamento, non concorrono a formare il reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.