Servizio nelle scuole paritarie

Dopo il Tribunale di Napoli e Mantova anche il Tribunale di Cassino, nella persona del Giudice dott.ssa Gualtieri, si è espressa positivamente sul riconoscimento del servizio prestato presso le scuole Paritarie con ordinanza del 29.03.17 (rg. 2132/17). La vicenda trae inizio da un ricorso d’urgenza di una docente di Valle di Maddaloni, a cui in sede di mobilità 2015/2016 non era stato riconosciuto tale servizio, tramite lo Studio Legale BFI con il patrocinio dell’avv. Antimo Buonamano- avv. Giuseppe Izzo e Fausto Fusco, la docente adiva il tribunale di Cassino, chiedendo la disapplicazione del CCNI del 8.4.2016 che è intervenuto a regolare la mobilità 2006/2017 nella parte in cui esclude l’attribuzione di punteggio al servizio prestato negli Istituti paritari”.

MOTIVAZIONE

Il giudice rifacendosi alla normativa di settore ha cosi giustificato tale riconoscimento: “L’opzione per il servizio paritario trovava piena giustificazione nella normativa vigente posto che, subito dopo l’approvazione della L. n. 62/2000 (norme per la parità scolastica) l’art. 2 comma 2 del D.L. n. 255 del 2001, convertito in L. 333/01 aveva disposto che “ i servizi di insegnamento prestati dal 10 settembre 2000 nelle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000 n. 62 sono valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali”.

ORDINANZA CAUTELARE

Per questi motivi il Tribunale ha Ordinato al MIUR “previa disapplicazione della disposizione di cui alle “Note comuni” allegate al CCNI per la mobilità del personale docente A.S. 2016/17 nella parte in cui dispone che “Il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile”; conseguentemente, ordina alle medesime Amministrazioni di valutare, ai fini della graduatoria per la mobilità interprovinciale a.s. 2016/17 e seguenti, il servizio di insegnamento svolto dalla ricorrente in istituto scolastico paritario dall’a.s. 2008/09 all’a.s. 201/12 nella stessa misura in cui viene valutato il servizio statale, con attribuzione, nella predetta graduatoria per la mobilità, dei 12 punti corrispondenti ai fini dell’attribuzione della sede di servizio spettante”. La ricorrente sarà quindi assegnata in uno degli ambiti indicato nelle preferenze espresse, nel rispetto delle graduatorie e tenuto conto del punteggio dalla medesima posseduto.

Avv. Antimo Buonamano

Studio Legale BFI

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