Valeria Fedeli e le basi del cambiamento

Valeria Fedeli afferma che la Buona Scuola ha gettato le basi del cambiamento. Complici le festività pasquali, l’approvazione delle deleghe alla L.107 verrà licenziata nel prossimo Consiglio dei Ministri del 7 aprile. “Nei prossimi giorni – dice Valeria Fedeli – daremo il via libera ai decreti attuativi della Buona Scuola che rappresentano una delle parti più qualificanti della legge toccando temi importanti come la formazione e il reclutamento degli insegnanti”. Ma troppe sono ancora le dimenticanze che ha prodotto, data la mancata previsione di un piano per i docenti della scuola dell’infanzia e della primaria. Anche i docenti precari della III fascia con servizio, dai cambiamenti introdotti con la fase transitoria, non ricevono la giusta considerazione. Eccessivo stabilire per loro una prova con sbarramento che li equipara ai neo laureati perché non tiene conto dell’esperienza maturata in ben oltre 36 mesi di supplenze.

SFP E DIPLOMATI MAGISTRALI

I docenti di scuola dell’infanzia e primaria sono i dimenticati per eccellenza dalla riforma e dalle sue deleghe. Limitare a quelli della secondaria la fase transitoria per l’accesso ai ruoli significa procrastinare sine die la precarietà cui sono costretti i primi. E se per i diplomati magistrali almeno esiste la finestrella aperta dal CDS che dovrà esprimersi sul valore abilitante del titolo, consentendo di fatto l’inserimento nelle Gae che nel transitorio possiede la precedenza, nulla è previsto per i laureati in Scienza della Formazione Primaria vecchio ordinamento. Già una volta la politica ha sbagliato omettendo di inserirli con riserva nelle Gae all’atto della chiusura delle Graduatorie ad Esaurimento. La scuola ha bisogno anche di loro e un cambiamento come quello citato dal ministro non sarà mai né giusto né accettabile fintanto che anche i diplomati magistrali e i Laureati in Scienza della formazione Primaria non verranno considerati destinatari di una proposta di contratto a tempo indeterminato.

NON ABILITATI CON 36 MESI

Nella III fascia ci sono circa 10mila docenti non abilitati con almeno 36 mesi di servizio. Il valore dell’esperienza acquisita sul campo ben potrebbe definirsi abilitante ( o altamente qualificante, se vi piace di più), come spesso dichiarano gli interessati in riferimento alle normative comunitarie. Parlare di riconoscimento del merito e del servizio svolto, alla luce di quanto previsto per questa categoria all’interno della fase transitoria, appare alquanto improprio. Il governo può ancora correggere il tiro e continuare nell’opera del cambiamento migliorando la riforma ed emanando quei decreti legislativi utili e necessari per rispondere ai diplomati magistrali, ai Laureati in scienza della Formazione Primaria e consentendo ai non abilitati con 36 mesi di poter svolgere solo la prova orale SENZA SBARRAMENTO con anno di prova.

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