Troppo vivace, alunno viene trasferito: la madre 'Difficile comprendere le lamentele dei docenti'

Si può essere giudicati troppo ‘bulletti’ a dieci anni? Evidentemente sì, visto che le sue insegnanti hanno ben presto notato che l’alunno era tutt’altro che quieto. La madre ha raccontato al quotidiano ‘Il Messaggero Veneto’, la vicenda accaduta in una scuola del medio Friuli Venezia Giulia: ‘I primi comportamenti indisciplinati sono emersi in seconda: disturbava le lezioni, si alzava dal banco, cercava di attirare l’attenzione dei compagni, per questo veniva richiamato dagli insegnanti’.

Troppo vivace, alunno viene trasferito: la madre ‘Difficile comprendere le lamentele dei docenti’

Il problema venne fatto notare alla mamma che non ha esitato a consultare una psicologa e una logopedista per poter trovare le cause di questo comportamento del bambino. La madre ha affermato come non sia emerso alcun deficit cognitivo, nessun disturbo psicologico. Insomma il bambino era solamente un po’ più vivace e così venne suggerito di affiancargli un insegnante di sostegno.
Cinque ore e mezzo alla settimana, in una classe di 19 bambini, all’interno della quale ben 7 con sostegno (siamo sicuri che fosse realmente così?). La madre spiega come fosse difficile comprendere le lamentele dei docenti nei confronti di suo figlio, nonostante gli ottimi voti a scuola.
Prima proposta di trasferimento in terza elementare, con il bambino che andava a scuola malvolentieri nonostante fosse ben inserito tra i compagni di classe. In quarta, note a ripetizione e rimproveri che ‘spesso arrivavano sull’uscio della scuola, davanti agli altri compagni. Abbiamo deciso di alleggerire la situazione – spiega la madre – facendogli saltare i rientri e affiancandogli un educatore a casa. Sembrava che le cose fossero migliorate, ma i problemi si ripresentarono’.

La madre: ‘Desolante scoprire con quanta facilità docenti e dirigenti scelgano la via più semplice’

A luglio 2016 è arrivata la comunicazione ufficiale del trasferimento del bambino in un’altra scuola a partire dal mese di settembre. ‘L’Ufficio scolastico provinciale mi diede ampia disponibilità a intervenire – ha sottolineato la madre – ma decisi di sottrarre mio figlio a quel clima di ostilità che si percepiva. Oggi frequenta con profitto un’altra scuola che ho scelto per lui, ma spiegargli perché ha dovuto lasciare i compagni continua a essere difficile. È desolante scoprire con quanta facilità i docenti e i dirigenti scelgano la via più semplice: l’allontanamento di un ragazzino quando non sanno come gestirlo’.

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