Testo Unico

La redazione di un nuovo Testo Unico in sostituzione del vecchio D. L.vo 297/1994 era già stata prevista dalle deleghe alla legge 107/2015. Tra pochissimi giorni i decreti attuativi otterranno il via libera dal Consiglio dei Ministri. Adesso è il turno della riforma del Testo Unico. Di questo ne è convinta la segretaria nazionale della Cisl Scuola Paola Serafin. Si tratta di una riforma che il mondo della scuola attende da troppi anni e adesso non si può più derogare da questa che viene vista come una esigenza imprescindibile per migliorare l’Istruzione nel suo complesso. Altra tematica che andrà affrontata a breve riguarda il riordino delle classi di concorso.

RIFORMARE IL TESTO UNICO

Oggi è il giorno del seminario formativo “Deleghe Buona Scuola, facciamo il punto” che si tiene all’istituto superiore Galileo Galilei di Roma. Si tratta di una ulteriore occasione di incontro col ministro Fedeli al quale verrà sollecitato di intervenire per avviare la riforma più importante tra tutte le deleghe in approvazione. La sindacalista della Cisl ricorda l’importanza di modifiche normative alla scuola per adattarsi alle rinnovate esigenze che essa mostra. “Confidiamo nel fatto che l’attuale ministro dell’Istruzione è una persona che ascolta molto: lo ha fatto sinora, pochi giorni fa era in quest’aula in occasione di un partecipato incontro con gli studenti” ha chiosato la Serafin.

ALTRI ACCORPAMENTI IN ARRIVO

L’accorpamento delle classi di concorso è stato pensato per dare maggior flessibilità all’insegnamento. Ma le operazioni non si sono ancora concluse e le conseguenze ricadranno a cascata sulla qualità dell’insegnamento. Per la Serafin i docenti si ritroveranno con una difficoltà in più derivata dal cimentarsi su materie che non hanno mai insegnato. Dovranno ricorrere all’aiuto dei colleghi oppure seguire specifici corsi di formazione e aggiornamento. Conclude dicendo che “questa operazione di accorpamento serve principalmente per attuare dei recuperi di spesa, evitando la soprannumerarietà del personale docente”.

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