Riforma sul sostegno: chi si occuperà dell'assistenza igienica degli studenti? Novità in arrivo per gli ATA
Riforma sul sostegno: chi si occuperà dell'assistenza igienica degli studenti? Novità in arrivo per gli ATA

Con la riforma sul sostegno, il personale ATA, in particolare i collaboratori scolastici, si troveranno ad affrontare nuovi compiti. Il comma 4 dell’articolo 3 della delega prevede che i collaboratori scolastici si occupino personalmente dell’assistenza igienica degli alunni disabili. Per poter assolvere questo compito dovranno partecipare a corsi di formazione previsti dal piano nazionale. Come però è stato fatto notare da Gianluca Rapisarda, Direttore scientifico dell’I.Ri.Fo.R. Ed esperto di inclusione scolastica, questa norma è poco chiara.
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Ata e riforma sul sostegno: toccherà a loro occuparsi del’assistenza igienica

Il fatto che la normativa della riforma sul sostegno preveda un obbligo da parte degli ATA, nello specifico dei collaboratori scolastici, per l’assistenza personale e igienica dell’alunno disabile, è una novità che non può non suscitare perplessità. Come spiega Rapisarda, “i collaboratori scolastici non potranno assolvere a tali nuovi compiti e responsabilità senza aver acquisito le giuste competenze e per questo nel testo della delega viene stabilito che essi debbano seguire dei corsi di formazione obbligatori, ma senza specificarne le modalità di svolgimento ed il numero di ore”. Fino ad ora chi lo ha fatto ha prima frequentato un corso di abilitazione di 40 ore, sulla base di un accordo contenuto nel contratto di lavoro e di una successiva Circolare. Tuttavia, continua, “non credo che si potrà mai pensare di sostituire adeguatamente Operatori sociali che hanno effettuato una formazione di 900 ore, come prevede la legge e come viene richiesto dagli Enti Pubblici committenti riguardo il personale utilizzato dalle cooperative sociali per i servizi di assistenza socio-assistenziali in favore degli alunni/studenti con gravi disabilità.”

Ma quanto lavoro deve fare il personale ATA?

Naturalmente, questo compito previsto dalla riforma sul sostegno andrà a sommarsi a tutti gli altri che già i collaboratori scolastici svolgono. Rapisarda conclude: “Nel testo della delega sull’inclusione, troviamo sovente l’espressione “nei limiti delle risorse disponibili”. Temo, dunque, che, solo per risparmiare risorse e non perché ispirato da “illuminati” e moderni principi psico-pedagogici, il Ministero abbia preferito affidare tali compiti ai collaboratori scolastici, piuttosto che rivolgersi ad operatori specializzati.”

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