Scuola, app per la didattica: l'esperienza di Natalia Pichierri
Scuola, app per la didattica: l'esperienza di Natalia Pichierri

Le app per la didattica sono oramai una realtà all’interno del mondo scuola. Anche tale istituzione ha saputo affacciarsi, in maniera opportuna, alla nuova era della tecnologia. Ma da cosa bisogna partire per la creazione di app adeguate al mondo della didattica? A rispondere a questa domanda ci ha pensato la professoressa Natalia Piechierri, docente ed ingegnere informatico presso una scuola secondaria. Secondo la Pichierri, bisognerebbe essere consapevoli, in primis, di lavorare partendo dalle esigenze degli studenti e non da quelle delle case editrici. Insomma, il suo pensiero, la docente lo fa comprendere con tale semplice frase: “Creare app per la didattica e non una didattica per le app” (Fonte: Orizzonte Scuola).

Scuola: oltre 170000 applicazioni per l’istruzione

Natalia Pichierri ha informato che, secondo il sito web ufficiale della Apple, sarebbero presenti più di 170000 applicazioni dedicate al mondo dell’istruzione. Un numero questo elevato, se solo non fosse che esso fa riferimento al contesto mondo, peraltro, tali app non risultante essere disponibili in tutti i paesi. Queste applicazioni, afferma la Pichierri, sono molto utili per lo svolgimento delle lezioni. Tramite esse, è possibile ad esempio ammirare le piramidi di Giza a 360 gradi (facendo girare l’iPad) in tutto il loro splendore. Ci sembra opportuno fare anche qualche nome di tali gioiellini telematici: Pages (tramite cui la classe può simulare la redazione di un giornale); iMovie (per trasformare le tesine degli studenti in veri e propri documentari); GarageBand (per dare musica alle poesie).

Natalia Pichierri e il suo lavoro all’università

Gli studenti di Ingegneria della facoltà di Roma 3 hanno richiesto un primo corso pilota di programmazione mobile. Tale corso (Developing iOS 10 APP with Swift 3) dura 20 ore circa ed è tenuto dalla professoressa Natalia Pichierri. La docente ha spiegato che la sua intenzione era quella di portare all’interno del contesto universitario, le esigenze aziendali in termini di sviluppo di app per dispositivi mobili. Questo, ha spiegato la docente, riprendendo gli stessi contenuti e gli stessi metodi di insegnamento. Il corso in questione, comprende lezioni frontali, learning on the job e didattica laboratoriale.