Ultime notizie scuola, lunedì 3 aprile 2017: oltre la metà dei giovani non legge mai
Si chiama ‘povertà educativa’ e, spesso, va di pari passi con la povertà economica. I dati allarmanti sono quelli che vengono riportati da ‘Save The Children‘ e che riguardano i giovani di età compresa tra i 6 e i 17 anni. Teatri, musei e siti archeologici sono sconosciuti, come riporta l’edizione odierna de ‘Il Corriere della Sera’: nel 2016, il dieci per cento dei bambini e dei ragazzi non vi ha messo piede nemmeno una volta.

Ultime notizie scuola, lunedì 3 aprile 2017: oltre la metà dei giovani non legge mai

Un altro dato sconcertante: oltre il cinquanta per cento non ha neppure letto un libro, con un picco massimo in Sicilia dove si arriva alla percentuale imbarazzante del 72 per cento.
Il rapporto è stato presentato da ‘Save The Children’ in occasione della quarta edizione della campagna ‘Illuminiamo il futuro’. Naturalmente, la povertà educativa finisce per andare a braccetto con le competenze imparate a scuola: il 23 per cento dei quindicenni non raggiunge le capacità minime in matematica e il 21 per cento in lettura. Quindici ragazzi su 100 tra i 18 e i 24 anni non consegue il diploma di scuola superiore o abbandona prematuramente la scuola.

Povertà educativa: il direttore di Save The Children ‘Assorbono le abitudini familiari’

Il direttore generale di Save The Children, Valerio Neri, ha dichiarato al ‘Corriere della Sera’: ‘Il nostro è un Paese in cui non sono le pari opportunità a determinare i percorsi educativi e di vita dei minori, ma lo svantaggio ereditato dalle famiglie. La povertà economica ed educativa dei genitori viene trasmessa ai figli. È un circolo vizioso che va spezzato. Il governo ha stanziato 100 milioni annui per tre anni per contrastare la povertà educativa che è diversa da quella economica. Questo farebbe crescere migliaia di minori che rischiano di rimanere fuori dal tessuto economico. A Milano, come a Torino – conclude neri – ci sono periferie che nulla hanno da invidiare a Palermo o Napoli. Il pericolo è di trovarsi, nel prossimo futuro, una società spezzata tra chi ce l’ha fatta e chi no. Chiediamo asili nido, perché è sin dalla prima infanzia che si sviluppano le capacità cognitive. Tempo pieno, assente nell’85% delle scuole secondarie, per togliere i minori dalla strada. Mense’.
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