Scuola, viaggi e visite d'istruzione: normativa e responsabilità in caso di incidenti
Scuola, viaggi e visite d'istruzione: normativa e responsabilità in caso di incidenti

Qual è la normativa per i viaggi e le visite d’istruzione della scuola? La UIL scuola, qualche tempo fa, ha realizzato una scheda informativa di carattere generale con le regole fissate dalla normativa. In particolare:

  • chi le stabilisce
  • i compensi degli accompagnatori
  • docenti e alunni che non partecipano

Ma cosa accade quando un alunno si fa male o è vittima di un incidente nel corso di una visita o un viaggio d’istruzione? Chi viene ritenuto responsabile?
Normativa Gite scolastiche: scheda Uil

Incidente in visita o viaggio d’istruzione: chi è responsabile?

In merito a viaggi e visite d’istruzione nella scuola, è illuminante la sentenza dell’8 febbraio 2012 (n. 1769, Corte di Cassazione) che ritenne responsabili del danno subito da una sedicenne, l’albergatore, la scuola e il docente. La ragazzina nel corso di una gita scolastica aveva scavalcato il parapetto del balcone dell’albergo ed era caduta. Anche se il danno lo aveva cagionato la studentessa a se stessa, scuola e docente vennero considerati responsabili ‘per contratto’. Ovvero, nel momento in cui un Istituto accoglie la domanda di iscrizione, instaura di fatto un vincolo negoziale che lo obbliga a vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’allievo, anche nei casi in cui procuri danno a se stesso. Per quanto riguarda il docente, si tiene conto che l’obbligo di istruire ed educare include anche quello di protezione e vigilanza, onde evitare che l’allievo procuri da solo un danno a se stesso. “Nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell’istituto scolastico e dell’insegnante, è applicabile il regime probatorio desumibile dall’art. 1218 cod. civ., sicché, mentre l’attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull’altra parte incombe l’onere di dimostrare che l’evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola né all’insegnante”. I giudici hanno evidenziato che è sempre presente il rischio che i minori, se lasciati in balia di se stessi, possano compiere atti incontrollati e potenzialmente pericolosi.
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