quale edilizia scolastica

Gli interventi per l’edilizia scolastica sono stati previsti dal governo per innovare gli istituti scolastici bisognosi di ristrutturazione. Ma l’immobilismo delle amministrazioni centrali e la politica dei tagli in legge di bilancio li ritardano oltre modo. Questo è causa dei tanti raid vandalici che si sono verificati in diverse scuole. L’accusa che un gruppo di professori ha rivolto alle istituzioni si allaccia a quanto successo in una scuola di Vimercate (MB). Il Corriere della Sera ha riportato l’iniziativa di una professoressa che carta e penna ha scritto alle istituzioni accusandole di assenteismo. Altro che edilizia scolastica e #scuolebelle!

ISTITUZIONI: DOVE SIETE?

Nella lettera di una professoressa, controfirmata da altri 40 colleghi, si denuncia il clima di imbarbarimento progressivo che stiamo vivendo. A questi si può e si deve rispondere con un surplus di civiltà. L’istruzione da sempre rappresenta un baluardo contro il dilagare dell’ignoranza e del malaffare. Fenomeni come quello successo in provincia di Monza e Brianza investono pesantemente le responsabilità di coloro che sono chiamati a rispondere delle esigenze di sicurezza nelle scuole. Questo il senso della missiva inoltrata a Provincia, Regione e al Sindaco di Vimercate dopo il raid che ha distrutto tutto e sono stati prodotti decine di migliaia di euro di danni. Nella scuola è stato rubato anche tutto il materiale tecnologico in dotazione.

LA RISPOSTA

A questa lettera ha prontamente risposto la Provincia per il tramite del dirigente Gigi Ponti. Alla radice del problema c’è il fatto che non ci sono i soldi necessari a disposizione dell’ente. Purtroppo questo dipende tutto dalla politica dell’amministrazione centrale che prima stanzia i fondi e poi li revoca con tagli alle leggi di bilancio che si sono registrati negli ultimi anni. Abbiamo chiesto in tutti i modi, sono arrivato a fare una denuncia preventiva alla procura per sottolineare i tagli insostenibili che lo Stato ha imposto alle Province, chiosa il dirigente, affinché vengano valutate eventuali condotte illecite omissive o commissive. Le poche risorse che ci sono al momento vanno divise tra tutti gli istituti di cui dobbiamo occuparci”.

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