Ultime notizie scuola, martedì 4 aprile 2017: bonus 500 euro docenti, un altro flop

Il bonus da 500 euro, messo a disposizione anche quest’anno dal governo, per l’aggiornamento professionale e la formazione dei docenti di ruolo, rischia di diventare un altro flop: secondo i dati pubblicati in data odierna dal quotidiano economico ‘Italia Oggi’, sino a questo momento, sarebbero stati spesi solamente 60 milioni di euro, con il solo 40% dei docenti che avrebbe fatto uso, almeno parzialmente, della carta del docente. 

Ultime notizie scuola, martedì 4 aprile 2017: bonus 500 euro docenti, un altro flop

Sotto accusa, soprattutto, il meccanismo troppo complicato, ideato quest’anno, per poter usufruire del denaro a propria disposizione. Prima di tutto sono ancora molti gli esercenti che, pur avendone fatto richiesta, non sono stati accreditati dal Miur, anche perché la procedura d’accesso non è affatto semplice, visto che il sistema informatico richiede i cosiddetti codici ateco, ovvero quei codici Istat per classificare le attività economiche. Il problema deriva anche dal fatto che il sistema non riconosce tutti i codici ateco e quando non li riconosce non consente l’ingresso alle ditte o agli esercenti interessati. Che cosa succede, pertanto? Che molti esercenti, pur avendo accettato i voucher dei docenti, si ritrovano impossibilitati a chiedere il rimborso all’amministrazione centrale; così come i docenti, dopo aver prodotto il buono spesa, si son visti rifiutare il voucher proprio perché l’esercente in questione non è riuscito ancora ad accreditarsi.

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Bonus 500 euro docenti: meccanismo troppo complicato, molte rinunce

Dunque, a rigor di logica, il docente, prima di poter spendere il suo bonus da 500 euro, deve assicurarsi che l’esercente presso il quale intende spendere sia chiaramente indicato nella piattaforma.
Un sistema troppo complesso che sta scoraggiando parecchi docenti, molti dei quali hanno addirittura rinunciato a munirsi del proprio SPID, ovvero le credenziali per l’identità digitale.
Così si rischia che gran parte delle risorse resteranno inutilizzate. Il colmo dei colmi, però, è rappresentato dal fatto che il legislatore aveva previsto che ai docenti venisse provveduta una carta di credito prepagata: in questo modo dovevano essere spesi i 500 euro. Naturalmente, di quella carta elettronica non si è vista nemmeno l’ombra.