Ultime notizie scuola, mercoledì 5 aprile 2017: l'11 aprile firma sul nuovo contratto mobilità?

Contratto mobilità personale docente, ATA ed educativo 2017/2018, siamo arrivati all’atto finale. O almeno così dovrebbe essere, visto l’incontro che è stato fissato per martedì prossimo, 11 aprile, in Viale Trastevere, tra i vertici ministeriali e le rappresentanze sindacali.

Un incontro che dovrebbe portare, finalmente, alla firma del nuovo contratto mobilità, anche perchè il tempo stringe, anzi per la verità siamo già ben oltre i tempi previsti. Orizzonte Scuola ha confermato che, ormai, dovremmo essere in dirittura d’arrivo: sarebbe già pronta, infatti, l’ordinanza così come la piattaforma su Istanze online che permetterà ai docenti di inoltrare le proprie domande di trasferimento e di passaggio di ruolo. Si attende solamente l’arrivo dell’ok al contratto da parte del Ministero delle Finanze.

Ultime notizie scuola, mercoledì 5 aprile 2017: l’11 aprile firma sul nuovo contratto mobilità?

Resta da capire che cosa succederà nel pomeriggio di martedì prossimo per quanto riguarda il capitolo relativo alla chiamata diretta, dove restano in sospeso le questioni legate al ruolo del Collegio Docenti che il Miur vorrebbe puramente consultivo (con decisione finale spettante al dirigente scolastico) mentre i sindacati continuano il loro pressing affinché venga riconosciuto all’organo collegiale un ruolo determinante.

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Mobilità: in caso di mancato accordo su chiamata diretta, atto unilaterale Miur

Ricordiamo che, in caso di mancato accordo sulla procedura relativa al passaggio dei docenti da ambito territoriale a scuola, il Miur sarebbe chiamato ad emettere un atto unilaterale che potrebbe riprendere, comunque, i punti dell’accordo raggiunto lo scorso mese di gennaio con i sindacati. Infatti, come senza dubbio saprete, la firma sul contratto mobilità è strettamente legata alla normativa riguardante la chiamata diretta: l’atto unilaterale del Miur diventerebbe atto dovuto da parte del dicastero di Viale Trastevere in caso di mancata firma da parte delle rappresentanze sindacali.