INVALSI

Il sistema di valutazione delle prove Invalsi è nato ufficialmente a scopi statistici. Come tiene a precisare il responsabile dell’Area prove nazionali Roberto Ricci, serve ad omogeneizzare i risultati a livello nazionale e per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. In un articolo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera egli afferma che “se a uno studente viene chiesto di saltare venti centimetri e a un altro un metro è impossibile avere dei parametri che aiutino a capire.”La presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello assicura che i punteggi resteranno nel curriculum e non avranno effetto sul voto finale della maturità. Queste le convinzioni degli assertori della capacità di valutazione insita nel sistema di valutazione nazionale espresse nell’articolo del Corriere della Sera. Eppure, oltre alle polemiche tra gli opposti schieramenti, il sistema presenta falle molto più evidenti.

UN INUTILE SPRECO DI RISORSE

Oltre le contestazioni espresse da chi vede in questo sistema un modo per discriminare gli studenti in classi di serie A e classi di serie B, su Orizzonte Scuola si parla della sostenibilità economica dell’Invalsi. La teoria della sua antieconomicità trae spunto dall’analisi dei bilanci dell’Istituto nazionale. Il risultato finale porta a suggerire di sopprimere un ente considerato inutile e costoso. Lo stato delle casse statali non è in grado di sostenerlo a questi ritmi. Meglio sarebbe dirottare le attenzioni sul problema più serio dell’edilizia scolastica.

LE CIFRE

L’ammontare complessivo delle risorse da destinare al funzionamento a regime dell’ Invalsi è di € 21.840.000,00. La spesa per il canone annuo di locazione è pari ad un importo di € 327.979,29. Oltre a questi dati bisogna aggiungere le spese per gli incarichi e le collaborazioni esterne. Solo per somministrare le prove del primo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2016/2017 sono stati necessari 205 mila euro. Si tratta di costi troppo elevati in relazione ai risultati disomogenei ottenuti a livello regionale. L’analisi costi-benefici così condotta finisce con ridurre l’efficacia del sistema di valutazione ed offre un argomento in più ai suoi oppositori.

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