Mobilità 2017/18, punteggio per esigenze di famiglia: quando e quanto viene riconosciuto
Mobilità 2017/18, punteggio per esigenze di famiglia: quando e quanto viene riconosciuto

Il punteggio per esigenze di famiglia viene riconosciuto nella mobilità 2017/18? Sì, ma non in tutti i casi. Viene riconosciuto sempre nelle domande di mobilità per cattedre e posti della stessa cdc di titolarità, ovvero quelli legati alla tabella A dell’ipotesi di contratto. Entriamo nel dettaglio.
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Punteggio per esigenze di famiglia, mobilità 2017/18: quando NO

Chi presenta domanda per la mobilità 2017/18 professionale, ovvero per passaggio di ruolo o di cattedra, non si vede riconosciuto alcun punteggio per esigenze di famiglia. La tabella B per la valutazione dei punteggi dell’ipotesi di CCNI non lo prevede. Anche ai fini del trasferimento per il rientro nella scuola di precedente titolarità come ex perdente posto (circolare ministeriale 746 del 13/12/96) non si potrà contare su questo punteggio.

Esigenze di famiglia, mobilità 2017: quando SI

La tabella A dell’ipotesi di mobilità 2017/18 prevede il punteggio per esigenze di famiglia, legato quindi ai trasferimenti volontari e d’ufficio dei docenti e del personale educativo. Il punteggio riconosciuto è pari a 6 punti per il ricongiungimento (preferenze delle scuole o ambito del comune di residenza del coniuge o dei figli). La residenza della persona alla quale si richiede il ricongiungimento deve risalire ad almeno 3 mesi prima e deve essere comprovata con una dichiarazione personale dell’interessato. Per ogni figlio di età inferiore ai 6 anni spettano 4 punti e per ogni figlio di età compresa tra 6 e 18, spettano 3 punti (si tiene in considerazione il figlio che compie i 6 anni o i 18 tra il 1 gennaio e il 31 dicembre dell’anno in cui si effettua il trasferimento, nel nostro caso 2017).
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