Scuola, ecco cosa cambierà nel prossimo futuro: formazione docenti e Maturità
Scuola, ecco cosa cambierà nel prossimo futuro: formazione docenti e Maturità

Il consiglio dei ministri ha approvato finalmente i decreti attuativi riguardanti la Buona Scuola. Decreti riconosciuti ufficialmente dopo l’approvazione della legge 107, avvenuta un anno e nove mesi fa. Il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli ha dichiarato: “I decreti approvati oggi in Consiglio dei ministri, sono il risultato di un lungo lavoro di consultazione in sede parlamentare. C’è stato un lungo confronto che è servito a migliorare e ad arricchire i testi…”. Tali decreti, sempre secondo Fedeli, contribuiranno a qualificare ulteriormente l’istruzione italiana. Delle nove deleghe previste, il Governo ne ha esercitate otto. L’ultima delega aveva come argomento la revisione del Testo unico sulla scuola, per cui sarà attuato in futuro uno specifico disegno di legge delega. Adesso, andremo ad esaminare cosa cambierà nel metodo di formazione dei docenti e negli esami di Maturità, secondo tali decreti attuativi.

Scuola: novità sulla formazione dei nuovi docenti

Cambia il metodo di formazione dei docenti nelle scuole medie e superiori. Stop alle abilitazioni ed alle graduatorie. Gli insegnanti precari a vita cesseranno di esistere. Con l’approvazione del nuovo decreto, ogni due anni sarà bandito un corso-concorso, per un numero di posti che sarà deciso in base alle necessità degli istituti. Il primo corso precitato dovrebbe essere istituito l’anno prossimo. Per parteciparvi, bisognerà possedere una laurea magistrale e 24 CFU maturati nelle materie di natura didattica e psico-pedagogica. Un volta superato, il candidato entra nel FIT: una sigla che sta per Formazione, Informazione e Tirocinio. Un corso triennale che, nel caso di superamento, permetterà al candidato di essere immesso in ruolo. Sono previsti, inoltre, un concorso più “leggero” per i docenti già abilitati (con sola prova orale) ed un percorso breve per gli insegnanti precari in terza fascia, con almeno tre anni di servizio svolti.

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Ecco cosa cambia negli esami di Maturità

Via il cosiddetto quizzone dagli esami di maturità. Rimangono così, soltanto due delle classiche prove scritte. Prevista anche una tesina sugli argomenti scuola e lavoro durante il colloquio orale. Per l’ammissione alla Maturità, ogni studente dovrà superare tutte le prove Invalsi e raggiungere almeno la media del 6 in tutte le materie. Tuttavia, nel caso in cui un ragazzo sia carente in una sola materia, potrà essere comunque ammesso, previa approvazione del consiglio di classe. Il credito scolastico peserà di più rispetto al passato, e le tre prove varranno 20 punti ciascuna.