Fase transitoria precari III fascia con almeno 3 anni di servizio: chi e come sarà immesso in ruolo

Il decreto attuativo sul nuovo sistema di reclutamento e formazione docenti ha previsto novità molto importanti per i precari non abilitati, iscritti in terza fascia, con almeno 36 mesi di servizio. Potranno infatti, partecipare a speciali sessioni concorsuali loro riservate che permetteranno, ai vincitori di concorso, di accedere al primo anno del percorso FIT al fine di acquisire il diploma di specializzazione. E’ stato previsto, inoltre, l’esonero dalle attività del secondo anno del percorso FIT e dall’acquisizione dei crediti previsti per il secondo e terzo anno, oltre al possibile impiego come supplenti nel corso del terzo anno su posti vacanti nell’ambito territoriale a cui si è stati assegnati. Alla fine del percorso FIT, i docenti che supereranno l’esame finale accederanno al ruolo. La scelta dell’ambito territoriale definitivo di assegnazione è effettuata dagli interessati nell’ordine della graduatoria stilata in base al punteggio ottenuto nell’esame finale.

Fase transitoria precari III fascia con almeno 3 anni di servizio: chi e come sarà immesso in ruolo

Riportiamo qui di seguito il parere espresso in proposito dalla VII Commissione cultura:
“Prevedere che i docenti non abilitati che abbiano svolto almeno 3 anni di servizio entro il termine di presentazione delle domande siano ammessi a partecipare a speciali sessioni concorsuali loro riservate, da svolgersi contemporaneamente ai concorsi di cui al Capo II, per il numero di posti previsti di cui alla successiva lettera D). Per l’ammissione a tali concorsi non sarà necessario possedere il requisito di cui all’articolo 5, commi 1 e 2, lettera b). I vincitori di tali concorsi saranno ammessi, in ordine di graduatoria e nel limite del numero dei posti banditi, al percorso FIT con esonero dalle attività del secondo anno e dall’acquisizione dei crediti previsti per il secondo e terzo anno. La procedura concorsuale consisterà della prova scritta di cui all’art. 6, c. 2 (il cui obiettivo sarà quello di valutare il grado delle conoscenze del candidato su una specifica disciplina, scelta dall’interessato tra quelle afferenti alla classe di concorso. Nel caso delle classi di concorso concernenti le lingue e culture straniere, la prova deve essere prodotta nella lingua prescelta) e di una prova orale di natura didattico-metodologica’.
Potrebbe interessarti:  Festività natalizie: calendario nazionale con date di inizio e ripresa delle lezioni