INVALSI

Con l’approvazione della delega sulla valutazione l’Invalsi diventa obbligatorio. Questo strumento fortemente voluto dalle imprese, unitamente a quello dell’Alternanza Scuola-Lavoro, irrompe nella vita scolastica stravolgendo il midollo della democrazia. Basti dire che il giorno prima dell’approvazione delle deleghe alla L. 107, quella sulla valutazione con l’Invalsi non è stata nemmeno sottoposta ai sindacati. Nessuna possibilità di confronto su questo tema vitale per la scuola pubblica. Gli studenti diventeranno semplici manovali non pensanti nelle aziende che li assumeranno. Per questa ragione l’Uds il prossimo 9 maggio boicotterà le prove e i Cobas indiranno uno sciopero anche in concomitanza con le prove del 3 maggio.
LA FUNZIONE VALUTATIVA
L’avanzata dell’Invalsi all’interno della scuola va ridimensionando sempre di più la funzione docente. Gli insegnanti non potranno esimersi dal somministrare le prove che la delega ha reso obbligatorie ai fini dell’ammissione agli esami di maturità. Già oggi i docenti sono diventati meri esecutori di documenti cartacei, con grave nocumento arrecato al tempo dedicato alle attività didattiche dall’alternanza scuola-lavoro. Se continuerà di questo passo la funzione valutativa, che costituisce l’elemento portante della professione di insegnante, passerà completamente all’Invalsi relegando il docente a un mero esecutore di ordini.
SVUOTAMENTO DELLA FIGURA DEL DOCENTE
Egli non potrà più valutare i suoi studenti, non potrà bocciare e non avrà più garantita la titolarità della cattedra. Già oggi assistiamo a contenziosi aperti con le scuole a causa del trasferimento dal posto comune a quello di potenziamento. Una recentissima ordinanza del Tribunale di Napoli ne ha confermato la piena legittimità. A poco a poco il docente si trasformerà in un semplice travet che si limiterà stancamente a contare quanti giorni mancano alla pensione.
ACQUISIRE CONSAPEVOLEZZA
Ancora oggi troppi sono gli insegnanti di ruolo con anzianità di servizio che si mostrano indifferenti a quanto sta avvenendo. Non partecipano agli scioperi convinti che la coperta di Linus dell’anzianità di servizio possa metterli al riparo da ogni rischio; ci si rimettono i 100 euro del giorno di sciopero dicono. Ma in ballo c’è molto di più di 100 euro. C’è l’essenza stessa della figura docente per la quale occorrerebbe condurre una profonda riflessione che porti alla convinzione di scioperare in massa il prossimo 9 maggio per dire No all’Invalsi e allo svuotamento del significato del termine insegnante.

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