Scuola, botta e risposta tra il professor D'Avenia e la ministra Valeria Fedeli sul nuovo reclutamento

Il quotidiano ‘La Stampa’ ha riportato uno stralcio del confronto avvenuto presso l’Università Statale di Milano tra il professore e scrittore Alessandro D’Avenia e la ministra Valeria Fedeli: il ‘botta e risposta’ tra i due era già cominciato sulle pagine del quotidiano ma, nell’occasione, si sono ritrovati faccia a faccia.

Scuola, botta e risposta tra il professor D’Avenia e la ministra Valeria Fedeli sul nuovo reclutamento

D’Avenia ha espresso il suo consenso al nuovo reclutamento dei docenti, ‘ma siccome questi arriveranno nel 2021-22, nel frattempo che cosa facciamo?’

Valeria Fedeli ha risposto: ‘Mi fa piacere che anche lei ritenga il nuovo reclutamento un punto di cambiamento, io ci conto molto. Vuol dire immaginare di avere docenti più motivati, più formati e che sono già stati valutati sul saper stare in classe. Il mio obiettivo, poi, è far entrare quelli che hanno vinto gli ultimi concorsi, sono più giovani. Infine conto anche sul piano di formazione straordinario dei docenti in servizio.’
‘Ma perché – ha chiesto il professor D’Avenia – non riusciamo a portare a sistema un discorso di merito ordinariamente? Perché, e parlo da insegnante, abbiamo così paura di essere valutati? L’unico criterio è stata l’anzianità.’
‘So che ci sono già critiche pubbliche – risponde il ministro – ma io ho mantenuto il test Invalsi. Quello è un elemento di certificazione e di valutazione della scuola.’

‘E dei docenti?’ ribatte il professore.
‘Verranno fuori anche le singole responsabilità. Il test Invalsi è un elemento su cui costruire lo strumento della valutazione. Mi dispiace se gli studenti già venerdì hanno deciso di manifestare su questo.’

Nuovo reclutamento e stipendi docenti durante percorso FIT

Il professor D’Avenia ha toccato anche l’argomento retribuzioni, in merito alla nuova riforma sul reclutamento. ‘Il triennio sarà retribuito in crescendo. Il primo anno quanto?’ chiede l’insegnante alla ministra.
Sui 600 lordi – è la risposta della Fedeli – poca roba, ma il secondo anno puoi fare supplenze e integri, il terzo fai proprio la supplenza annuale.’
‘È un sistema che conosco – ha ribattuto D’Avenia – perché io ho preso l’abilitazione in un momento in cui c’erano le Ssis, quindi ho fatto il concorso e poi i due anni, la mattina insegnavo, il pomeriggio facevo le lezioni alla Ssis; ho a cuore che in questi tre anni si abbia anche la possibilità di campare, perché nel frattempo dovevo pagarmi le tasse universitarie della Ssis insegnando al mattino. Però 600 euro…’
‘Ma siamo all’inizio di una scelta che abbiamo fatto…’ replica la ministra.
‘Un bel modo di educare le nuove leve sarebbe dire: tu inizi e io ti do lo stipendio quanto meno di un dottorato…’ ribatte D’Avenia.
‘Ma perché sei ancora in formazione…’ controbatte la Fedeli.
‘Però come si campa?’
‘Come si campava prima?’ ridomanda la numero uno del Miur.
‘Sì ma sono 5 anni più tre, io ho già una laurea.’
‘Quindi? È come se facessi un altro pezzo di formazione.’
‘Ma sono già vincitori di concorso!’ esclama il professor D’Avenia.
‘Sì, ma entri nel nuovo meccanismo e sai che dopo quel periodo se sei valutato positivamente hai il posto sicuro e il ruolo, quindi togliamo tutta la questione del precariato.’
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