Diplomati magistrali a confronto

In diversi gruppi fb di diplomati magistrali infiamma il dibattito sulla necessità o meno di fare un concorso per avere maggiori chances di ottenere il famoso contratto a tempo indeterminato. A giudicare da quanto riportava Tuttoscuola solamente un mese fa, circa i ritardi mostruosi che stanno affliggendo il concorso docenti 2016, queste chances appaiono invero ridotte al lumicino. Ci sono ancora tante regioni nelle quali non si conosce nemmeno l’esito delle prove scritte e nulla si sa in merito ai ricorsi per le esclusioni illegittime dei diplomati magistrali.

IL BOLLETTINO

Ad oggi solo Liguria e Molise hanno concluso le operazioni per la scuola dell’infanzia. Per la scuola primaria, a queste due, si aggiungono anche Lombardia, Veneto e Abruzzo. Ancora a marzo 2017 risultavano in corso le prove orali per la scuola dell’infanzia in ben 5 regioni. Altre undici dovevano ancora pubblicare gli esiti delle prove scritte. In Sicilia c’è stato un caso di errore che ha determinato un ritardo ulteriore con la ripetizione delle prove scritte. Ciò significa che per molte aspiranti la prospettiva di ottenere una cattedra a tempo fisso a settembre 2017 rimarrà un miraggio.

IL CONTENZIOSO

E in aggiunta a tutto questo bisognerà che tra capo e collo non piovano altre sentenze del Tar che determinino una sessione aggiuntiva di prove per i ricorrenti vincitori esclusi illegittimamente. E’ cronaca recentissima la pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale – IV serie speciale concorsi ed esami – n. 28 del 11 aprile 2017 per lo svolgimento delle prove scritte suppletive del concorso docenti per il periodo 9 maggio 2017 – 22 maggio 2017. Di questo passo, se le graduatorie di merito dovessero ritardare fino addirittura al 2018, si renderebbe necessario un decreto di proroga per evitarne la decadenza. Altro che rapidità di tempi!

DIRITTO ALLE GAE

La nota questione del valore abilitante del diploma magistrale conseguito entro il 2002 sta per volgere al termine. Si attende il pronunciamento nel merito del Cds ma ancora non si ha l’ufficialità della data. Un diritto che è stato negato per troppo tempo, con dodici lunghissimi anni in cui non è stato indetto nessun concorso, ritorna prepotentemente alla ribalta con la famosissima sentenza del Cds stesso del 2014. A questo punto due sono le questioni che balzano evidenti agli occhi. Una riguarda i tempi e l’altra la modalità di accesso al ruolo. Sarà forse il caso di aspettare che la giustizia amministrativa faccia il suo corso rendendo inutile sostenere un concorso?

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