ANP su chiamata diretta: 'Prerogative dirigenti sostanzialmente fatte salve'

In merito all’accordo raggiunto con il Miur sulla chiamata diretta, i sindacati hanno espresso tutta la loro soddisfazione per essere riusciti a mettere un freno, a loro dire, ad uno dei punti più critici della legge 107. Fanno riflettere, a questo proposito, le parole di ANP a commento delle nuove regole per il passaggio da ambiti territoriali a scuola.

ANP su chiamata diretta: ‘Prerogative dirigenti sostanzialmente fatte salve’

‘Le prerogative dei dirigenti delle scuole sono sostanzialmente fatte salve. Il dirigente, infatti, oltre ad essere titolare del potere di proposta – in sede di collegio – dei criteri da utilizzare per la scelta dei docenti da chiamare, detiene anche il potere decisorio di individuazione dei criteri stessi. La deliberazione collegiale, infatti, ha carattere solo obbligatorio ma non vincolante in quanto la vincolatività, oltre a dover essere prevista espressamente, ma non lo è, non può certo essere imposta per contratto. Il dirigente, inoltre, è titolare esclusivo del potere di individuazione dei docenti a cui proporre gli incarichi triennali. Naturalmente, come previsto dal comma 80 della legge 107/2015, potrà decidere di svolgere dei colloqui’.

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ANP: ‘totale indisponibilità dei DS per chiamata diretta nel mese di agosto’

Se da una parte ANP si ritiene soddisfatta per la ‘salvaguardia’ dei poteri discrezionali dei dirigenti scolastici in ottica chiamata diretta, dall’altra il sindacato di Giorgio Rembado non è assolutamente d’accordo sull’aggravio di lavoro a cui saranno costretti i DS. Si sottolinea infatti la ‘totale indisponibilità dei dirigenti delle scuole ad effettuare la chiamata dei docenti nel mese di agosto’.
In più, tornando all’ipotesi di contratto sulla chiamata diretta, all’Associazione Nazionale Presidi non piace l’introduzione dell’elenco di criteri fra i quali il Collegio Docenti potrà scegliere quelli da adottare: ‘L’allegato A dell’ipotesi di accordo fissa, a livello nazionale, un ristretto numero di titoli e di esperienze professionali – ha rimarcato ANP – Il dirigente deve individuare ‘sino ad un massimo di sei’ tra detti criteri per poi basare su di essi l’individuazione dei docenti a cui proporre, ‘in coerenza con il PTOF e il Piano di miglioramento’, l’incarico triennale. Questa procedura pregiudica palesemente la qualità del servizio pubblico di istruzione che sarà possibile erogare”.