Ultime notizie scuola, venerdì 14 aprile 2017: la scottante questione del rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici.

A queste condizioni, NO alla firma del rinnovo contrattuale. I 2,8 miliardi di euro in arrivo con il DEF, il Documento di Economia e Finanza, rappresentano, infatti, una cifra assolutamente insufficiente per il rinnovo del Contratto della Pubblica Amministrazione, molto più bassa di quella attesa. Per questo motivo, Anief diffida i sindacati rappresentativi a firmare il rinnovo contrattuale a queste condizioni. Meno di cinquanta euro netti in busta paga, senza contare il fatto che i dipendenti pubblici ne perderanno altrettanti a causa del mancato adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale.

Sblocco contratto scuola ultime notizie: ‘No al rinnovo a queste condizioni’

La legge prevede l’allineamento stipendiale al 50 per cento dell’inflazione, senza dimenticare che la Consulta ha stabilito che l’integrazione vada applicata anno dopo anno, mese dopo mese, a partire da settembre 2015.
Anief sottolinea come, a fronte di un reddito medio di 1.500 euro, l’aumento sarebbe pari a 105 euro, quell’aumento che il personale della scuola dovrebbe vedersi assegnato da oltre 20 mesi. E il doppio ai dirigenti scolastici, il cui stipendio tabellare rimane invece dimezzato rispetto ai colleghi del comparto privato. Visti i vantaggi economici ridotti al minimo, sottolinea Anief, sarebbe molto più opportuno intervenire presentando ricorso in tribunale, in modo da ottenere il maltolto anziché cedere alle lusinghe davvero ridicole, di fronte ad un rinnovo contrattuale ancora una volta sottoscritto sulla pelle dei lavoratori.
Anief sottolinea, infine, come gli ultimi dati Aran abbiano messo in evidenza come nella Pubblica Amministrazione gli assistenti amministrativi, i tecnici e gli ausiliari della scuola percepiscono mediamente meno di 22mila euro di media lordi annui; cifre imbarazzanti di fronte alle retribuzioni dei dirigenti di prima fascia delle Agenzie fiscali che raggiungono i 220mila euro annui. Non crediamo che possa essere giustificato un gap retributivo così mastodontico, con i secondi che beneficiano di una busta paga dieci volte maggiore del personale non docente.