Diplomati magistrali ante 2001/2002

I diplomati magistrali si confrontano spesso sul tema del diritto all’inserimento nelle Gae. Al riguardo esiste una linea di pensiero che attribuisce ai ricorrenti contro il DM.235 l’unicità di questo diritto. La discussione è nata dopo le recenti sentenze brevi del Tar che dichiaravano tardivi i ricorsi proposti successivamente a quello del 2014. Si tratta però di una ipotesi completamente sbagliata, almeno per il Consiglio di Stato. L’ordinanza 1281 emessa dai giudici di Palazzo Spada il mese scorso da ragione ai diplomati magistrali che avevano proposto ricorso nel 2015 e nel 2016. In essa viene respinta la tesi del Tar circa la tardività di detti ricorsi.

Stessi diritti

Ricordiamo che i ricorsi proposti nel 2015 e nel 2016 partivano dall’assunto che era nullo ogni atto che violasse una sentenza già passata in giudicato. I decreti 325 del 2015 e 495 del 2016, identici nella sostanza, continuavano ad ignorare l’inserimento in Gae dei possessori del titolo di diploma magistrale conseguito entro il 2002. Quindi se ne chiedeva l’annullamento perché adottati in violazione della sentenza che aveva giudicato nullo il 235/2014. Il Consiglio di Stato, nell’ordinanza di accoglimento di cui sopra, ha sposato integralmente questa tesi. La conclusione logica alla quale si arriva è che tutti i diplomati magistrali hanno identico diritto all’inserimento nelle GAE.

Erga Omnes

Non solo non esiste il concetto di tardività di ricorso perché bisognava interessarsene per tempo impugnando l’ormai nullo DM.235 del 2015, ma bisogna estendere a tutti gli altri l’identico diritto. In proposito i giudici rilevano che “…poiché il D.M. 235/2014, atto di natura regolamentare, è stato annullato con efficacia erga omnes dalla sentenza della Sezione 16 aprile 2015, n. 1973, nella parte in cui non consente l’ingresso nelle GAE dei diplomati magistrali, sicché non è quindi possibile ravvisare una tardiva impugnazione di un atto già annullato, che non più esiste..” Facile prevedere, come già preannunciato dall’Anief, un’altra tornata di ricorsi in caso di mancato intervento del governo. L’unico provvedimento possibile è l’inserimento di tutti i diplomati nelle GAE.

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