Cronaca: un albero di ciliegio in memoria della piccola disabile
Cronaca: un albero di ciliegio in memoria della piccola disabile

Una notizia di cronaca che non può non far commuovere ed aprire i cuori di tutti noi. Presso il cortile della scuola elementare Collodi (Pisa) è stato piantato un albero di ciliegio. Tale pianta è diventata un simbolo alla vita ed alla voglia di vivere. L’albero è stato piantato in memoria della piccola disabile morta lo scorso Dicembre, nella scuola dell’infanzia Agazzi ai Passi. La bimba in questione, è morta soffocata dopo aver ingerito un piccolo pezzo di spugna. Un gioco, un atto innocente, che si è rivelato letale per la bambina. La magistratura ha subito aperto le indagini per indagare su quanto accaduto, interrogando sia le mastre che il personale (interno ed esterno) del plesso scolastico.

Cronaca, bimba morta a scuola: le indagini e la memoria

Al momento, è indagata per atto dovuto, l’insegnante di sostegno della bambina morta soffocata, per aver ingerito un pezzetto di piuma a forma di tubero. La scuola Collodi ha deciso di onorare la memoria della piccola disabile, tramite un gesto simbolico ed ammirevole, preceduto da un percorso di confronto e di conoscenza con gli alunni dell’istituto.
Tornando al precitato gesto simbolico, come abbiamo già anticipato ad inizio articolo, si tratta di un albero di ciliegio, piantato per diffondere un insegnamento fondamentale ai bambini: l’amore per la vita e per la voglia di vivere. L’albero, resistente per secoli, se non per millenni, è capace di generare frutti, che sono fonte di nutrimento (e di vita appunto) per noi essere umani. Un esempio di vitalità, la stessa che la piccola, nonostante il suo handicap, era capace di infondere negli animi della sua mamma e del suo papà.

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Il desiderio della madre

L’istituto comprensivo ha reso noto il desiderio della madre della bimba disabile. Sull’albero di ciliegio che fiorirà ogni anno, per ricordare il sorriso della piccola, la donna vorrebbe associare la seguente frase: “Chi è alla ricerca della felicità deve essere coraggioso”. Tale motto è tratto dall’opera “La principessa e la felicità” di Silke Leffler e Ulf Stak; uno dei libri preferiti dalla bambina.