Docenti contro

Capita spesso di sentire di docenti in conflitto tra di loro a causa di differenze di vedute professionali. L’armonia dei collegi docenti spesso viene minata da invidie, ripicche e screzi che a volte producono spiacevoli code disciplinari. Ma se le accuse che si muovono nei confronti di quei docenti accusati di avere adottato comportamenti “poco consoni” sono destituite di fondamento, a rischiare poi sono gli accusatori. E dovranno fare particolare attenzione anche quei presidi duri e puri, cui il potere loro affidato dalla “Buona Scuola” ha fatto montare la testa trasformandoli in sceriffi giustizieri.

Visita psicologica

Il fatto di cronaca viene descritto sulla Gazzetta di Modena. Una maestra di Soliera, piccolo centro del modenese, era stata accusata di essere troppo buona con i suoi bambini. Un’accusa generica, priva di contestazioni circa la sua capacità didattica e di saper mantenere la disciplina in classe. Eppure tanto è bastato per fare in modo che fosse sottoposta a provvedimento disciplinare con la sospensione dal lavoro. Per lei il preside della scuola disponeva una visita psicologica. Nel verbale del provvedimento disciplinare si faceva riferimento a “comportamenti poco consoni” messi in atto dalla maestra.

L’origine dei contrasti

Tutto è nato da screzi tra colleghi iniziati sin dal primo giorno di scuola. Posizioni intransigenti circa le diverse vedute professionali che sono finiti al vaglio del dirigente scolastico. E’ a questo punto che la maestra, accusata di essere troppo buona con i suoi bambini, veniva messa sul banco degli imputati. Nel verbale del provvedimento disciplinare adottato a suo carico veniva formalizzata la posizione assolutoria della terza maestra della classe. Questo non è bastato per evitare la sanzione di sospensione dal lavoro che le era stata inflitta.“Non credo che lei abbia l’equilibrio per svolgere il suo lavoro. Vada dalla Commissione Medica che valuterà se è idonea a continuare. Dopo ne riparliamo”, il giudizio lapidario del dirigente scolastico.

Chi ha sbagliato ora paghi

Il sindacato che la ha difesa (Anief) ha sottolineato l’errore del preside. Ha sovvertito la legge perché avrebbe dovuto attendere l’esito della visita psicologica. Come infatti avvenuto, questa ha riabilitato pienamente la maestra. La Commissione Medica di Verifica la ha dichiarata idonea alle mansioni e all’impegno lavorativo; “si tratta di una personalità con un buon grado di strutturazione e integrazione psicosociale”, scrive la commissione. E adesso sono dolori per la collega rancorosa e il preside sceriffo perché la maestra è decisa a chiedere i danni.