Nessuna valutazione e nessuna premialità per i Dirigenti Scolastici. Dietrofront del Miur e dell'ANP
Nessuna valutazione e nessuna premialità per i Dirigenti Scolastici. Dietrofront del Miur e dell'ANP

Premiare chi è più bravo anche tra i Dirigenti Scolastici era alla base della rivoluzionaria e per certi versi epocale riforma scolastica chiamata ‘Buona Scuola’. Una svolta che a quanto pare non ci sarà. I soldi saranno erogati dal Miur senza distinzione, collegata al merito e al rendimento che molti capi d’istituto hanno dimostrato finora.

Dove sono finiti i Dirigenti Scolastici? Nelle loro segrete stanze, a scontrarsi con la burocrazia!

I presidi, per dire il vero, ogni giorno sono subissati dalle pratiche burocratiche e queste sono sempre più impellenti. Si inizia già di prima mattina e si finisce la sera. Chi frequenta quotidianamente gli istituti scolastici non si accorge più della loro presenza. Tra i docenti, frasi come «Sai, oggi è entrato il mio preside mentre stavo svolgendo la lezione» fanno parte dei lontanissimi ricordi di qualche attardato insegnante. I poveri Dirigenti sono tappati tutto il giorno nel loro ufficio ad esaminare carte, a stilare atti e stampare ed inviare documenti vari. Il Miur, a suon di azioni, ‘sforna’ ogni giorno un nuovo PON, con il preciso intento di non far stare con le mani in mano proprio nessuno, specie se si tratta degli attenti e solerti Dirigenti Scolastici.

Il Miur e l’eccessivo carico di lavoro gravante sulle spalle dei Dirigenti Scolastici

Il Ministero riesce persino a pubblicare nuove azioni (con delle vere e proprie batterie di scadenze) quando ancora non si conosce nemmeno l’esito di quelli a cui le medesime scuole hanno partecipato appena tre mesi prima. Insomma, sovrapporre lavoro su lavoro sembra lo sport preferito di questa governance ministeriale. Poi si scopre che molte azioni normative contenute nella Legge 107/15 erano semplici strafalcioni incostituzionali, come per esempio la norma che regolamenta il divieto di assunzione dei docenti precari che avevano già lavorato per 36 mesi (anche non continuativi), o l’esclusione di molti insegnanti alla partecipazione all’ultimo Concorso 2016. Insomma, solo aria fritta, infografiche e niente più. Intanto, la maggior parte dei Dirigenti Scolastici non socializza più con nessuno e le loro agende traboccano di appunti relativi agli impegni che li aspettano nel corso dell’intera giornata. Ma questa è vita?

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La posizione del sindacato ANP nei confronti della valutazione e del merito dei Dirigenti Scolastici

L’ANP, il maggior sindacato dei Dirigenti Scolastici, intanto, in un primo momento favorevole al merito e alla premialità spettante ai suoi iscritti, ha recentemente dichiarato il suo più totale dissenso verso questa forma di valorizzazione, proprio per una questione legata al tempo: «indisponibile a compilare il portfolio del dirigente e a impiegare tempo prezioso, che non può essere sottratto a impegni con reali conseguenze sulla qualità della scuola». Nei giorni scorsi, si è svolto un incontro tra il Miur e l’ANP in cui quest’ultimo ha ottenuto la sospensione della famosa premialità legata al merito. Di fatto, si è concordato che l’adesione dei dirigenti alla valutazione diventi volontaria e non più obbligatoria, fino a quando non verrà riconosciuto a pieno il potere dirigenziale al capo di istituto.

Le rivendicazioni di ANP: “Manca il giusto riconoscimento retributivo e l’equiparazione al resto della dirigenza di pari livello nella PA”

Non dimentichiamo, infine, che la categoria dei Dirigenti Scolastici è ancora sul piede di guerra. L’ANP ha proclamato infatti il suo stato di agitazione, denunciando in particolare: «condizioni inaccettabili di lavoro, rese insopportabili dal mancato riconoscimento retributivo e dall’assenza di un’equiparazione al resto della dirigenza di pari livello nella pubblica amministrazione».