Ultime notizie scuola, sabato 22 aprile 2017: rinnovo contratto statali, a che punto siamo?

Le ultime notizie ad oggi, sabato 22 aprile, in merito al rinnovo dei contratti statali sono relative all’inquietante ritardo della trattativa tra Governo e sindacati, ritardo che, naturalmente, preoccupa non poco tutto il personale scolastico. I nostri lettori, probabilmente, ricorderanno le parole ‘rassicuranti’ del ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, all’indomani del raggiungimento dell’accordo con Cgil, Cisl e Uil, siglato lo scorso 30 novembre. La Ministra dichiarò, infatti, che gli atti di indirizzo per l’Aran (agenzia che per conto del Governo siede ai tavoli di contrattazione con i sindacati) sarebbero arrivati “presto” e che entro il mese di maggio sarebbero stati varati in via definitiva anche i provvedimenti del Governo sulla riforma del pubblico impiego, un elemento fondamentale per poter avviare la stagione del rinnovo.

Ultime notizie scuola, sabato 22 aprile 2017: rinnovo contratto statali, a che punto siamo?

Fatto sta che sono passati ormai quasi 5 mesi e i sindacati devono essere ancora convocati all’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni per avviare la trattativa: ma perché tutto ciò possa concretizzarsi, occorre che il ministro Madia invii la direttiva all’Aran. Ancora in occasione dell’approvazione del DEF, il Documento di Economia e Finanza, avvenuto lo scorso 11 aprile, il numero uno di Palazzo Vidoni ha ribadito l’impegno del Governo per il rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici. C’è da dire, comunque, che i termini dell’accordo siglato dai sindacati confederali prevede un aumento stipendiale lordo di appena 85 euro mensili, un aumento ritenuto ‘misero’, ‘un’elemosina’, da tutto il personale scolastico.

Rinnovo contratto statali e aumento stipendi: Anief ‘Prevarrà un approccio alla Robin Hood’

A questo proposito, il sindacato Anief, attraverso una nota pubblicata nei giorni scorsi, ha nuovamente contestato i termini dell’accordo, sottolineando che se verrà dato seguito all’intesa dello scorso 30 novembre ‘gli aumenti per i lavoratori statali di ‘fascia’ alta riceveranno meno, per privilegiare chi guadagna poco: prevarrà, infatti, un approccio alla ‘Robin Hood”.

Anief continua a domandarsi come si possa pensare di rendere dignitoso lo stipendio del lavoratore se poi non si investono cifre adeguate. Il presidente del sindacato, Marcello Pacifico, ha sottolineato come l’aumento minimo dovrebbe essere pari a ‘210 euro netti, una cifra che deriva per metà dalla mancata adozione dell’indennità di vacanza contrattuale, per l’altra metà dall’incremento stipendiale vero e proprio. In caso contrario, abbiamo già predisposto adeguato ricorso. Alla cifra da noi indicata, tra l’altro, vanno aggiunte delle indennità speciali, previste dalle direttive europee, qualora il docente debba raggiungere il luogo di lavoro in siti geografici lontani dalla propria residenza. È la stessa filosofia che ha ispirato Governo e legislatore nel realizzare la legge delega di riforma della scuola italiana all’estero, dove chi fa l’insegnante si vede ridotta l’indennità tabellare, a cui già erano state apportate insensate sforbiciate negli ultimi anni.’

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