Soldi sufficienti per 90.000 cattedre stabili

L’on. Luigi Gallo torna sulla questione della trasformazione delle cattedre da organico di fatto in organico di diritto. Su Orizzonte Scuola appare il richiamo fatto dal deputato del M5S su un post su facebook in risposta alle dichiarazioni rilasciate da Valeria Fedeli a Il Sole24ore. Il parlamentare grillino contesta le cifre in gioco che il Miur dichiara in 25.000 unità contro le 10.000 concedibili secondo il Mef. Le risorse stanziate consentono di consolidare l’organico di diritto con un numero molto maggiore di cattedre.

Fino a 90mila

La situazione potrebbe essere sanata tranquillamente se solo il governo desse seguito ad una interrogazione già presentata da Gallo a febbraio del 2016. I 400 milioni di euro già stanziati in legge di stabilità sono più che sufficienti ad adeguare in maniera congrua l’organico di diritto. Altro che 10mila, come dice il Mef, o le 25mila richieste dalla Fedeli; è possibile aumentare il numero fino a 90mila. In Europa siamo il Paese che sull’Istruzione investe di meno in assoluto e questo sulla pelle dei precari, scrive su facebook Luigi Gallo del M5S.

La strana amnesia

L’onorevole pentastellato punta il dito contro l’intervista concessa dalla Fedeli al Sole 24 Ore. In particolare rileva che è stata omessa una parte peculiare che finisce con il determinare il balletto di cifre che conosciamo. Nel documento di Economia e Finanza già approvato dal governo è contenuto un drastico taglio alla voce scuola. Le risorse destinate alle assunzioni sono state più che dimezzate. La parte è scritta in perfetto burocratese ma si capisce perfettamente che i soldi vengono di fatto nascosti.

Il taglio occulto

Il paragrafo del DEF che descrive questo taglio di risorse disciplina: “per l’ampliamento dell’organico docente nelle scuole (circa 0,14 miliardi nel 2017 e 0,4 miliardi dal 2018, che al netto degli effetti fiscali e contributivi si riducono a circa 0,07 miliardi nel 2017 e 0,2 miliardi dal 2018)”. Si tratta dell’ennesima truffa del PD perché è impossibile conoscere in anticipo, grazie alle detrazioni fiscali, quanta IRPEF tornerà al cittadino.

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