Concorso dirigenti scolastici in ritardo

L’attesa della pubblicazione del bando per i 2000 nuovi dirigenti scolastici sta diventando spasmodica. Oramai non ci sono più i tempi per avviarlo entro questo mese di aprile, scrive Tuttoscuola sul suo portale. A questo punto si spera che maggio possa essere il mese risolutivo. Ma se prima non si risolvono alcune questioni fondamentali, si rischia di non nominare i nuovi dirigenti scolastici nemmeno per settembre del 2018. Per superare i problemi esistono due possibili soluzioni.

Neanche per il 2018

A paventare il rischio di mancata nomina dei nuovi presidi per il 2018 era stato un alto funzionario del Miur. Tutto è partito dalla richiesta fatta dalla Funziona Pubblica di integrare il bando del concorso con le modalità di attuazione per il corso di formazione. La motivazione di questa necessità è costituita dal fatto di evitare di rinviare questa parte ad un apposito decreto post bando. E per come stanno procedendo le cose sembra proprio che egli abbia ragione. Ad avvantaggiarsi di questo ritardo è solamente il tesoriere dello Stato. Lo stipendio di un docente reggente infatti è inferiore a quello di un preside.

Lungaggini burocratiche

Stanti così le cose, lavorare esplicitamente a questa parte che manca significherebbe ritardare ulteriormente i tempi. Serve infatti l’acquisizione di un rinnovato parere (di cortesia) da parte del CSPI e un nuovo via libera da parte del Consiglio di Stato. Ma c’è ancora tempo per porre rimedio a queste perdite di tempo.

I rimedi

Esistono comunque alcune soluzioni idonee per evitare lo scenario sopra descritto, al netto ovviamente della questione della preselezione. La prima consisterebbe nel modificare l’iniziale previsione diminuendo il periodo di tempo dedicato al corso di formazione e tirocinio. La seconda invece potrebbe fare in modo che, modificando opportunamente il bando di concorso, le nomine dei vincitori possano intervenire anche durante l’anno in corso. Non esistono precedenti del genere ma se si vuole evitare nuovamente di lasciare le scuole nel caos sarebbe il caso di provarci.

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