Scuola, sentenza che dà ragione al prof che dava voti bassi: il commento di Rino Di Meglio

Vi abbiamo riferito, alcuni giorni fa, in merito alla sentenza pronunciata dal giudice del lavoro di Lecce che, a distanza di cinque anni, ha annullato la sanzione disciplinare che il dirigente scolastico dell’istituto tecnico commerciale di Casarano aveva inflitto ad un professore in quanto quest’ultimo dava voti troppo bassi. Il giudice ha anche sancito la condanna della scuola a pagare le spese legali, con conseguente danno erariale per l’Amministrazione Pubblica.
Il professore, che ha voluto mantenere l’anonimato, in ogni caso non è soddisfatto della sentenza a suo favore: ‘È vero, dopo molti anni ho capito che non si possono valutare davvero i ragazzi per quello che valgono, e quindi spingerli a lavorare e studiare di più. Se tutti gli studenti avessero i voti che meritano, non verrebbe promosso più del 20%.’

Scuola, sentenza che dà ragione al prof che dava voti bassi: il commento di Rino Di Meglio

Il Coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, ha commentato così la vicenda: ‘L’episodio del collega di Lecce, punito ingiustamente la cui sanzione è stata annullata dopo ben cinque anni, (anche la lunghezza del procedimento costituisce una seconda ingiustizia), svela una situazione molto diffusa e sofferta.
Migliaia di bravi insegnanti, funzionari dello Stato, non possono fare il loro dovere, quello di valutare le reali conoscenze degli alunni, perché sottoposti a pressioni di tutti i tipi, talvolta anche a minacce.
La folle concezione della scuola azienda, anziché Istituzione, degrada il luogo della conoscenza in una sorta di supermercato dell’istruzione, una fabbrica di titoli inutili, che deve produrre la soddisfazione dei clienti da non perdere, pena la diminuzione delle classi: le mamme dei Pierini hanno sempre ragione, se essi non imparano è colpa degli insegnanti, quindi voti e giudizi positivi vanno regalati.’

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Non è importante che l’insegnante sia serio e competente, ma piuttosto che sappia tenere le pubbliche relazioni

‘Non è importante che l’insegnante sia serio e competente, ma piuttosto che sappia tenere le pubbliche relazioni con l’utenza, altrimenti si rischiano guai. I reggitori della cosa pubblica dovrebbero riflettere! Così si costruisce una fabbrica dell’ignoranza ed il livello della scuola pubblica si abbasserà inevitabilmente. Si apra un dibattito su questo problema.
Dire che la scuola deve “garantire il successo formativo” è una stupidaggine galattica, la scuola democratica deve garantire l’uguaglianza dei punti di partenza. Pensare di garantire quelli di arrivo, è ipocrita demagogia.’