Carpi, vandali del Meucci: avrebbero agito 'per noia'
Carpi, vandali del Meucci: avrebbero agito 'per noia'

Sono due tunisini e un centrafricano i tre ragazzi fermati sabato scorso dalle forze dell’ordine, con l’accusa di aver vandalizzato l’istituto Meucci di Carpi. I tre (di un’età compresa tra i 16 e i 17 anni) avrebbero rubato cinque minibus dal deposito Seta, abbandonandone tre ed usando gli altri due per distruggere i due cancelli dell’edificio scolastico. I tre delinquenti hanno in seguito lasciato un messaggio minatorio sulle mura dell’istituto: “Torneremo”.
Un gesto violento ed insensato, che avrebbe procurato danni alla struttura, del valore di 470 mila euro. I tre ragazzi, di nazionalità italiana, sono immigrati di seconda generazione; due frequentano l’istituto Meucci, mentre il terzo è uno studente di un’altra scuola carpignana: l’istituto Vallauri. Secondo le indagini dei militari, i tre minorenni avrebbero agito “per noia”, al momento sono in stato di fermo.

Carpi, i tre vandali scoperti grazie alle videocamere

Indagine certosina da parte dei carabinieri, che hanno individuato i tre giovani vandali grazie ai seguenti elementi: nell’audio dei video registrati all’interno delle telecamere di sorveglianza, si sentono chiaramente due dei loro nomi; nelle chat dei social network, i tre fanno riferimento a quanto accaduto; è stato prelevato del DNA dal sudore e dai capelli rinvenuti sul bus. Dall’analisi è stato accertato che erano loro alla guida dei mezzi.
Non mancano gli indumenti usati durante l’atto vandalico, ritrovati all’interno delle case dei tre giovani delinquenti. all’interno dei cellulari, sono stati trovati, inoltre, filmati del raid. Alessandro Iacovelli, capitano della Compagnia di Carpi, ha dichiarato: “Non c’erano motivi di acredine verso l’istituto e i professori” (Fonte: Ansa). Il comandante provinciale dei carabinieri di Modena, Giovanni Balboni, ha invece commentato il tutto come: “Un film agghiacciante”.

Una folle gara ad alta velocità

Prima di schiantarsi contro l’istituto Meucci, i bus sono stati usati per una gara ad alta velocità, durante cui sono stati distrutti alcuni cartelli stradali e semafori rossi. I famigliari dei tre ragazzi hanno dichiarato di essere dispiaciuti e basiti per quanto attuato dai loro figlioli. Le indagini sono ancora in svolgimento, da parte della Procura dei minori del Tribunale di Bologna.