Scuola, supplenze e posti liberi per le assunzioni: Gallo 'Abbiamo dei ministri che stanno truffando, ecco perché'

Post durissimo quello pubblicato dall’onorevole Luigi Gallo del Movimento Cinque Stelle sulla propria pagina Facebook contro il Partito Democratico, accusato di essere un ‘produttore seriale di Fake News sulla Scuola’ e di imbrogliare.

Scuola, supplenze e posti liberi per le assunzioni: Gallo ‘Abbiamo dei ministri che stanno truffando, ecco perché’

Dalle relazioni tecniche della buona scuola, che qualsiasi bravo giornalista sarebbe capace di recuperare, – scrive il docente di scuola superiore – si scopre che per il 2016 le assunzioni su supplenze che duravano ogni anno fino al 30/06 hanno un costo totale di 57,86 milioni. Dividendo questo dato per i 7623 posti si ottiene il costo per posto unitario, cioè 7586 euro. Ora, dividendo 400 milioni per il costo unitario di 7586 si hanno circa 53mila cattedre (a cui andrebbero aggiunte le 21mila cattedre del turn over). Stiamo parlando del più del doppio delle cifre proposte dal ministero dell’istruzione. In sostanza abbiamo dei ministri che stanno truffando il popolo italiano.

Luigi Gallo: ‘La vera volontà del PD è quella di non spendere un euro in più per l’istruzione’

‘Ma la vera volontà del PD è quella di non spendere neanche un euro in più per l’istruzione e di voler risparmiare anche i 400 milioni investiti lo scorso anno’ – prosegue il deputato grillino citando quanto riportato dall’agenzia di stampa AGI: ‘Nella legge di Bilancio del 2015 è stata prevista “l’istituzione del fondo denominato ‘La Buona Scuola’ destinato a finanziare un piano straordinario di reclutamento e formazione del personale docente, il rafforzamento dell’offerta formativa e la realizzazione di progetti di alternanza scuola lavoro (1 miliardo di euro nel 2015 e 3 miliardi di euro a partire dall’anno 2016)’. Non sembra però che l’aumento delle risorse di cui parla Renzi si traduca davvero in un aumento in termini assoluti. In base al rapporto di gennaio 2017 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la spesa totale dello Stato per istruzione passa dai 65,193 miliardi del 2015 a 65,253 nel 2016, a 65,238 nel 2017, 65,946 nel 2018 e 66,358 nel 2019. Rimane insomma sostanzialmente stabile. Come spiega ancora il documento del governo sul Bilancio, gli aumenti “sono parzialmente compensati da alcune riduzioni di spesa sul pubblico impiego previste nel pacchetto di misure che assicurano il concorso alla manovra di finanza pubblica da parte dei Ministeri”. Più che un aumento, sembra quindi il governo Renzi abbia soprattutto redistribuito le risorse.” A conclusione del post, l’onorevole Luigi Gallo si chiede: ‘Perché giornali e TV non danno rilievo a queste Fake News?
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