Bocciatura studentessa revocata dal Tar: “prima garantire corso di recupero”

Il Tar revoca la bocciatura ad una studentessa di Chiavari: alla studentessa non era stato garantito un adeguato corso di recupero
Il Tar revoca la bocciatura ad una studentessa di Chiavari: alla studentessa non era stato garantito un adeguato corso di recupero

La vicenda di cui vogliamo raccontarvi riguarda la bocciatura di una studentessa del terzo anno di un Istituto Superiore di Chiavari, avvenuta lo scorso anno scolastico 2015/16. I genitori della stessa, appresa la notizia, come era facile prevedere hanno avanzato ricorso. Il Tar, clamorosamente, riammette la studentessa alla classe successiva, con buona pace del Consiglio di Classe che l’aveva bocciata. Eppure il rendimento complessivo della ragazza, specialmente in matematica era abbondantemente insufficiente. Nonostante tutto, il Tar non ha voluto sentire ragioni: ‘la studentessa va riammessa alla classe successiva dopo aver imposto alla scuola di rivalutare la sua preparazione, solo dopo la presentazione del ricorso da parte dei genitori della stessa’.

Gli insegnanti insorgono: “Le bocciature sono diventate impossibili”

Oggi, insomma, per un Prof bocciare uno studente è diventato davvero impossibile. A riprova di quanto detto, i casi di ricorsi al Tar da parte dei genitori (sempre più agguerriti) stanno diventando la norma; tendenzialmente i Giudici favoriscono quasi sempre lo studente, tanto che le ragioni dei docenti diventano, nella maggior parte dei casi, mere ed inutili facezie, prive di consistenza quando non sono accompagnate da prove valide o schiaccianti.
Questa volta però si è superato il limite (secondo il punto di vista di qualche docente), infatti, in questo caso il Tar è arrivato persino alla conclusione che prima di fermare uno studente bisogna provarle proprio tutte, anche se l’Istituto scolastico non possiede i fondi necessari per istituire i famosi corsi di recupero, indispensabili a portare sulla retta via quegli studenti con comprovate insufficienze croniche e patologiche.

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La clamorosa motivazione del Tar: “Il CdC, prima di infliggere una bocciatura, dovrà programmare un adeguato corso di recupero per gli studenti con gravi insufficienze, anche se la scuola non ha i fondi necessari per la sua istituzione”

Nel caso specifico, il Tar ha dapprima ordinato all’Istituzione Scolastica superiore di istituire un corso di recupero (ad acta) di 6 ore; successivamente ha imposto la ripetizione della prova di matematica (la disciplina in cui la ragazza possedeva più insufficienze) e, infine, ha condannato il Ministero della Pubblica Istruzione al pagamento delle spese giudiziali per una somma complessiva pari a 2mila euro.
(Fonte: Liguria Notizie del 26/04/2017) http://www.ligurianotizie.it/tar-annulla-bocciatura-per-studentessa-chiavari/2017/04/26/244559/