Salvare i Conservatori Musicali

Gli Enti locali avevano chiesto 5,5 milioni di euro per evitare la chiusura dei conservatori. Si tratta di quelli non statali, scrive Repubblica citando quelli più famosi. Dopo la chiusura del Pergolesi di Ancona, dove il passaggio allo Stato è giunto troppo tardi, a rischio ci sono ben 19 conservatori. Tra questi la situazione migliore la registra il Peri di Reggio Emilia grazie all’intervento provvidenziale dell’amministrazione comunale. La statizzazione viene invocata dal segretario della Flc Cgil Francesco Sinopoli quale estrema ratio per evitare la chiusura.

La lista

Le situazioni più gravi sono quelle dell’istituto musicale Paisiello di Taranto e del Bellini di Catania. I soldi erogati ai conservatori di Bergamo (Donizetti), Campobasso (Perosi), Lucca (Boccherini) stanno per finire e si teme di non arrivare in fondo al 2017. Non se la passa meglio la Toscana con i conservatori Cherubini (Firenze), Franci (Siena) e Livorno (Mascagni). In Veneto rischiano di chiudere i battenti il Buzzolla di Adria, il Francesco Venezze di Rovigo e lo Steffani di Castelfranco Veneto. Critica la situazione anche al conservatorio dell’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta. Questo triste elenco si completa con il Toscanini di Ribera (Ag), il Lorenzo Perosi di Campobasso e con il Conservatorio di Catanzaro.

Il Miur batte cassa

Le odierne strutture dell’Alta formazione artistica e musicale (ex conservatori) risultano ancora a carico del bilancio delle Province. Lo status di cancellazione previsto le rende in uno stato ibrido amministrativo in cui i soldi non ci sono più. Regioni e Comuni che devono subentrare in questa gestione amministrativa stentano e annaspano tra patti di stabilità e tagli statali. Per questo motivo già oggi, in commissione Cultura al Senato, Valeria Fedeli è pronta a riportare la questione dei ‘sottofinanziamenti’, come per esempio la luce già staccata in molti istituti. Di soldi non ne servono poi così tanti, come afferma il coordinatore dei 19 conservatori a rischio, il discografico Giulio Cesare Ricci. Non serve a niente fare un disegno di legge e poi metterlo in un cassetto per mancanza di fondi.

Potrebbe interessarti:  Calendario scuola, Bussetti sulle ore di insegnamento: ecco cosa dicono gli ultimi dati