Scuola, i dirigenti scolastici bocciano la riforma: 'Ridimensionati i nostri poteri'

Un articolo pubblicato sul portale del noto quotidiano torinese ‘La Stampa’ denuncia le lamentele dei dirigenti scolastici nei confronti del ‘ridimensionamento dei poteri’ affidati loro dalla riforma Buona Scuola. A tal proposito, l’ANP (l’Associazione Nazionale Presidi) è intenzionata a mettere in atto alcune forme di protesta particolarmente rilevanti come il rifiuto di selezionare i docenti nel mese di agosto o l’accettazione di reggenze di nuovi istituti; inoltre, non invieranno i documenti per la loro valutazione e non si presenteranno più dal giudice del lavoro per difendere gli istituti, facendo le veci degli avvocati. Insomma, una vera e propria rivolta.

Scuola, i dirigenti scolastici bocciano la riforma: ‘Ridimensionati i nostri poteri’

Il presidente Giorgio Rembado sottolinea il proprio disappunto: ‘Speriamo che non si arrivi alle conseguenze estreme ma, se dovesse capitare, sappiamo quello che stiamo facendo’. Alessandro Artini, dirigente scolastico dell’Isis Fossombroni (Arezzo) ha sottolineato che ‘Dove potremo rifiutarci ci rifiuteremo. Se non potremo farlo, obbediremo. Ma si deve sapere che il nostro parere è negativo’.
Il preside del liceo scientifico ‘Leonardo Da Vinci’ di Pescara, Giuliano Bocchia, si chiede se ‘siamo presidi o meri esecutori. L’anno scorso abbiamo lavorato in emergenza e in un clima di caccia alle streghe. Non collaboreremo più – sottolinea Giuliano Bocchia a ‘La Stampa’ – rifiuterò con la morte nel cuore, è impensabile che la scuola debba funzionare così. Per la chiamata dei professori, delegherò il collegio dei docenti, faranno loro i colloqui e sceglieranno, vediamo che cosa succederà. A scuola c’è paura per l’uomo forte, si pensa che tutti abbiano il diritto di far valere la propria voce e nel frattempo stanno smontando la legge 107‘.
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