Colpa di Valeria Fedeli?

Su Italia Oggi, in un editoriale redatto da Domenico Cacopardo che svaria dal tema migranti fino a quello sull’ordine pubblico, con una breve stilettata a Beppe Grillo giudicato reo di inculcare nella gente solo odio per tutto ciò che è diverso, si parla (male) di scuola e qualità della riforma. Secondo l’estensore dell’articolo, tutto il lavoro fatto egregiamente con la 107 sta andando a farsi benedire. La colpa di questo viene attribuita all’attuale ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.

Colpa della Fedeli

Nell’articolo viene scritto che la 107 è diventata carta straccia. La responsabile sarebbe una sindacalista colpita da improvviso raptus con una rinnovata vocazione didattica. L’attacco alla scuola è partito dagli anni 60′ e i tentativi di distruggerla stanno avendo la meglio. Non c’è più serietà nelle scuole e gli archetipi socialisti, comunisti e democristiani (cit.) sono i principali responsabili di questo sfascio. Continuando a leggere si vede che ce ne è per tutti. Nessuno si salva dalle invettive: insegnanti, famiglie, e studenti più “somari” che sono destinati ad ingrossare le fila dei disoccupati. Ormai è ridotta al rango di semplice stipendificio di insegnanti sfaccendati, scrive ancora il nostro. Gente che è stata assunta senza lo straccio di un concorso. Le famiglie hanno anch’esse la loro parte di responsabilità in questo sfascio generale. Per loro la scuola è solo un parcheggio per sbarazzarsi dei figli. Nessuna cooperazione positiva proviene da queste e alla fine non c’è da meravigliarsi se gli studenti italiani sono meno preparati e meno idonei al lavoro.

Un livore incomprensibile

Di quanto scritto su Italia Oggi si potrà condividere la parte in cui si menziona il tema delle politiche scolastiche adottate nel corso degli anni. Miopie monocolori e pregiudizi itineranti in Transatlantico hanno prodotto un affastellamento di leggi e leggine che hanno richiesto una riforma scolastica che rimettesse ordine. Per il resto appare solo strumentale tutto l’attacco portato ai docenti, figlio di pregiudizi e passaparola affrettati, senza conoscerne a fondo le diverse realtà. Ma l’editoriale ci offre ancora una volta la visione che della scuola hanno i non addetti ai lavori. E’ un livore che non si giustifica perché gli attuali attori stanno tentando di porre rimedio a quelle che sono solo mancanze governative. Gli investimenti sono stati drasticamente ridotti: l’aumento della cattedre in organico di diritto è ancora in lavorazione, gli stipendi sono in ritardo cronico e diverse scuole stanno rischiando di chiudere. Eppure, l’istruzione è un settore strategico del nostro Paese. Ma c’è ancora chi insiste a parlare male degli insegnanti.

Potrebbe interessarti:  Scuola, ministro Bussetti, altro annuncio: 'Nasce la Superiore Meridionale di Napoli'