Lavoratrice scuola riammessa in servizio

Una lavoratrice della scuola era stata cessata d’ufficio dall’amministrazione scolastica per un’errata interpretazione della normativa. La stessa si è rivolta ad un legale, come scrive sul suo portale la FLC CGIL, per vedersi riconoscere le sue legittime ragioni. Tutto è successo perché la scuola dove aveva prestato servizio non aveva verificato l’esatta posizione contributiva. Avrebbe visto, come scritto nelle motivazioni del giudice, che risultavano versati contributi per altre gestioni pensionistiche. In questo veniva ravvisata una inadempienza circa gli in obblighi in capo ad essa.

Diritto alla riammissione in servizio

Non si può cessare dal servizio al sessantacinquesimo anno di età un lavoratore che non ha ancora maturato i venti anni di servizio per ottenere la pensione minima. La controparte contestava la pretesa della lavoratrice affermando che anche quando fosse arrivata a compiere 70 anni non sarebbe riuscita ad ottenere il requisito per avere la pensione. Nel punto si è espresso il tribunale di Tivoli dando ragione alla lavoratrice per la quale è stato disposto che fosse riammessa in servizio sin dalla data della cessazione del rapporto di lavoro.

Motivi della decisione

La domanda è fondata e dunque va accolta. La disposizione invocata dalla ricorrente ed applicabile al caso in esame è rappresentata dall’art.509, comma 3 del D.Lg. n. 297/1994 ai sensi del quale “Il personale che al compimento del sessantacinquesimo anno di età non abbia raggiunto il numero di anni richiesto per ottenere il minimo della pensione, può essere trattenuto in servizio fino al conseguimento di tale anzianità minima e, comunque, non oltre il settantesimo anno di età“.

Riammissione in servizio e risarcimento

Il tribunale di Tivoli, nel pronunciare la sentenza di merito di accoglimento del ricorso, ha disposto la riammissione in servizio della ricorrente a far data dall’AS. 2014/2015, ossia quello in cui si verificò la cessazione d’ufficio. Per l’effetto condanna l’amministrazione al risarcimento della somma di € 19.690,53 per anno scolastico, nonché al versamento dei contributi dovuti per il periodo in questione e al pagamento delle spese di lite.
 
fonte Flc Cgil