Ultime notizie scuola, sabato 29 aprile 2017: la sentenza del Tar Liguria rischia di creare un effetto domino sulle bocciature a settembre.

Anche se mancano le risorse, una scuola non può bocciare uno studente se prima non gli dà la possibilità di rimediare a carenze in una materia organizzando nei tempi dovuti un corso di recupero. Una sentenza, quella emessa dal Tar della Liguria, che farà discutere non poco: una sentenza che ha permesso ad una studentessa iscritta al Liceo classico Marconi-Delpino di Chiavari di opporsi alla non ammissione alla terza classe.

Liceo di Chiavari boccia la studentessa ma il Tar la promuove

La ragazza venne bocciata a settembre (anno scolastico 2015/2016) e i genitori decisero di presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria contestando il fatto che la scuola non avesse organizzato i corsi di recupero previsti dalle norme vigenti. Così, lo scorso mese di gennaio, dopo un corso di sei ore, la scuola ha nuovamente valutato la studentessa, ammettendola, stavolta, all’anno successivo.
Una sentenza che ha sancito la condanna della scuola e del Ministero dell’Istruzione al pagamento di duemila euro per le spese di giudizio e che produrrà, naturalmente, degli effetti in tutto il territorio nazionale. I rapporti di autovalutazione delle scuole (RAV), infatti, parlano chiaro: molte scuole superiori riescono ad organizzare solamente pochi corsi di recupero, generalmente nelle principali materie e, in considerazione della succitata sentenza, c’è il rischio di andare incontro a nuovi ricorsi per le bocciature a settembre.

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Scuole senza soldi, bocciature a rischio annullamento dopo la sentenza del Tar della Liguria?

Il quotidiano ‘Repubblica‘, a tal proposito, ha pubblicato alcune statistiche in merito all’organizzazione dei corsi di recupero: secondo i Rav, nell’anno scolastico 2014/2015 ogni istituto superiore ha potuto organizza solo 6,5 corsi di recupero per un totale di 58 ore. Se si considera il numero degli studenti rimandati in una o più materie (quasi 600mila), si comprende benissimo che il rapporto indica numeri molto bassi. Il problema è sempre quello, le risorse a disposizione delle scuole: i finanziamenti per l’organizzazione degli Interventi didattici educativi ed integrativi (Idei) sono sempre più scarsi e da qui le relative problematiche nell’organizzazione dei corsi di recupero.