Professione insegnante: più che un lavoro, una missione
Professione insegnante: più che un lavoro, una missione

La professione dell’insegnante comporta dedizione, passione e responsabilità: un lavoro difficile, complicato, stressante; e lo è ancor di più per i docenti italiani – tra i meno pagati in Europa – perchè il suo impegno non è riconosciuto adeguatamente. Gli alunni, più che alla reale gioia di apprendere, a volte sembrano più interessati ai voti; il ministro della pubblica istruzione, invece, sembra preoccupato solo di far “quadrare i conti”, piuttosto che del reale funzionamento della scuola; inoltre, negli ultimi tempi si è diffusa l’opinione che gli studenti italiani siano tra gli ultimi per quanto riguarda la preparazione scolastica.

La professione dell’Insegnante è difficile, oltre che denigrata continuamente

Se ci aggiungiamo il fatto che, da troppo tempo ormai, gli insegnanti vengono percepiti come “una casta”, e ogni occasione è buona per puntare il dito contro di loro, il quadro che ne emerge è parecchio desolante. Eppure, queste donne e questi uomini – il cui unico riconoscimento economico sono sempre stati solo gli scatti di anzianità – per interi decenni hanno dovuto apprendere tutte le difficoltà del mestiere direttamente sul campo, lavorando duramente e senza alcun tipo di formazione preventiva.
Oggi la società è cambiata in peggio, e con essa anche le regole che connotano il mondo della scuola: una sistema (dove qualcuno ci ha anche speculato) selettivo in modo fittizio e sempre più rigido. Tra le tante accuse mosse ai nostri docenti, l’ultima è che sarebbe colpa loro se in Italia si legge poco, un’accusa assolutamente scorretta: dipende da cosa si legge ma anche da “come” si legge, non solo dalla quantità di libri letti ma dalla qualità dei testi; tuttavia, lo Stato non investe più nelle biblioteche delle scuole.

Il problema della scuola? Gli incompetenti, che decidono per essa

Dunque, una gran cavolata attribuire questa colpa solo ai docenti; per non parlare del mondo universitario, dove gli studenti sono spesso abbandonati, o affidati agli assistenti (sfruttati) che sostituiscono nel lavoro certi professori “intoccabili” (e qui si che possiamo parlare di “casta”). Facile generalizzare, disprezzare, puntare il dito accusatore contro una categoria: se in Italia si legge troppo poco non è certo colpa dei docenti, già sottoposti a mille peripezie.
Il problema è nella mancanza di un reale indirizzo, che viene meno dal mondo politico; il vero problema è che gli incompetenti presenti in quel mondo, che non conoscono affatto la scuola, decidono per essa. Troppo facile prendersela, insultando e denigrando, con chi ha scelto di svolgere uno dei mestieri più difficili (ma anche belli e appassionanti) del mondo, quando invece dovrebbe essere ringraziato e gratificato.
Fonte: orizzonte scuola