Irregolarità delle prove del 2014
Concorso Presidi

L’inchiesta sul concorso truccato per dirigenti scolastici in Campania continua ad andare avanti. Lo scrive il portale noicaserta.it in un articolo pubblicato il 29 aprile riportando la notizia del processo a carico di 13 persone per presunte irregolarità al concorso per 224 dirigenti scolastici del 2014 svoltosi in Campania. Tra questi figura anche l’ex provveditore di Caserta Maurizio Piscitelli. Nei fatti riportati dal quotidiano Il Mattino di Napoli, in un altro articolo risalente al febbraio del 2014, l’avv. Giovanni Cantelli, legale dell’ex provveditore di Caserta, dichiarava che il suo assistito era estraneo ai fatti. Non poteva sapere in anticipo notizie che non erano ancora di sua conoscenza. Per la cronaca, la frase contestata, quella che gli inquirenti avevano identificato come il messaggio in codice per spingere la raccomandazione, parlava di sorriso ricevuto. Era importantissimo perché quello era il “segnale”.

I fatti contestati dai magistrati

Le accuse contestate erano associazione a delinquere, falso e abuso d’ufficio. L’inchiesta aveva coinvolto anche altri funzionari del Miur e un altro ex provveditore regionale (Pietro Esposito) che fu indagato per abuso d’ufficio sin da quel famoso “sorriso” del 2014. Dentro ci sono finite anche le commissioni esaminatrici, sindacalisti e docenti avvantaggiati. Dopo tre anni di indagini viene a cadere l’accusa più grave della partecipazione in associazione a delinquere, reato punito con la reclusione da uno a cinque anni secondo quanto prescritto dall’articolo 416 del Codice di Procedura Penale.

Le scuole possono aspettare

Segnalare il compito del candidato con un cerchietto, riceverne la minuta, rispondere con un sorriso. Questi i fatti contestati dagli inquirenti delle Fiamme Gialle che hanno condotto le indagini. Mezzucci tipici italiani di un retroterra culturale duro a morire. Paolo Borsellino diceva: “I giudici possono agire solo in parte nella lotta alla mafia (…) se la mafia è un’istituzione antistato che attira consensi perché ritenuta più efficiente dello Stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando i giovani alla cultura dello Stato e delle Istituzioni”. E intanto, se il nuovo concorso a dirigente scolastico tarda ad essere bandito e i ricorsi dei candidati danneggiati da queste irregolarità giacciono nelle aule dei tribunali, pazienza. Chi ci rimette è la scuola, o per meglio dire, quelle 2000 scuole che attendono di rimettere in cattedra gli attuali reggenti.

Per chi volesse consultare gli articoli dell’epoca:

FONTI

NOICASERTA.IT

IL MATTINO