Scuola, Renzi e Malpezzi sul caso mensa Lodi: 'Lega separa i bambini, PD non starà zitto'

Difficile poter credere che sono passati appena due anni da quello sciopero contro la Buona Scuola del 5 maggio 2015, di cui venerdì prossimo ricorre il secondo anniversario. Sì, perché, nel frattempo, non solo la tanto odiata riforma targata Matteo Renzi è diventata legge e ha combinato disastri, ma il suo fautore si è prima dimesso da Presidente del Consiglio e poi tornato in auge con le primarie PD definite da molti commentatori come ‘primarie farsa’.

Renzi trionfa alle primarie ‘farsa’ PD e comincia subito a contraddirsi?

In due anni è successo di tutto ma tutto sembra voler tornare come due anni fa. L’esito del referendum del 4 dicembre aveva illuso il mondo della scuola di potersi liberare di colui che ha messo in piedi la riforma scolastica, probabilmente, più contestata della storia ma già dalla formazione del nuovo governo, quello dato in mano a Paolo Gentiloni, si era già capito che, di fatto, non stava cambiando nulla. Solo perchè la ministra Valeria Fedeli ha spodestato, secondo la logica della politica, la ‘mal digerita’ Stefania Giannini? Che non fosse cambiato nulla lo abbiamo visto con l’approvazione delle otto deleghe della legge 107, nonostante il Governo abbia concesso qualche spiraglio di luce, come quello al precariato ‘storico’.

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Matteo Renzi, prima il ‘mea culpa’ con la scuola e ora?

Siamo tornati punto e daccapo, con lui, con Matteo Renzi, che nel suo discorso al Nazareno, prima parla di “nuovo inizio, un nuovo inizio che è non il secondo tempo della stessa partita’. Salvo poi contraddirsi clamorosamente affermando che “oggi ha vinto tutto il PD, quello che non si è vergognato delle cose che abbiamo fatto sino ad ora”. Ma come, ex premier Renzi? Prima si recita il ‘mea culpa’ sulle tante cose che non hanno funzionato nella scuola e poi si torna indietro dicendo che il PD non si deve vergognare delle cose che ha fatto sinora? Però, Renzi si affretta subito a precisare che non si tratta di una ‘rivincita’: eppure c’è da scommettere che, da quel mese di dicembre, alla rivincita sul personale scolastico che lo defenestrato da Palazzo Chigi ci ha pensato, eccome se ci ha pensato l’ex premier. E dal febbraio 2013, i cittadini italiani non sono stati più chiamati alle urne…chissà perché.