Bocciatura nella scuola: la nuova legge preoccupa i docenti, ma non solo
Bocciatura nella scuola: la nuova legge preoccupa i docenti, ma non solo

La riforma della scuola adotta nuove misure per la bocciatura e l’ammissione all’esame di terza media. Le nuove regole hanno acceso la polemica sui social, tra docenti e non solo. Che studenti ci aspettano in futuro? C’è chi dice che saranno asini.

Cosa cambia negli esami e nella bocciatura a scuola?

Il testo della riforma prevede che la bocciatura alla scuola primaria avvenga solo in casi eccezionali ma, se possiamo permetterci, questa regola era sottintesa anche prima. La legge, però, mette nero su bianco che l’ammissione alla classe successiva e alla prima classe di scuola secondaria di I grado avvenga “anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione”. Prevede anche che l’ammissione all’esame di terza media avvenga pure in presenza di una o più insufficienze. Una eventuale ‘non ammissione’ andrà motivata dal consiglio di classe. Queste norme hanno fatto accendere gli animi dei docenti, ma anche dei bravi studenti.

I docenti e i bravi studenti reagiscono alle regole sulla bocciatura

“A questo punto la scuola non è che un parcheggio dove si lascia che i propri figli facciano quello che vogliono…” scrive una docente, sottolineando che queste regole vanno a discapito di coloro che si impegnano e studiano. Un altro docente fa notare che i bambini dovrebbero subito venire a conoscenza delle conseguenze di non aver raggiunto degli obiettivi, per non arrivare in età adulta convinti che tutto è loro dovuto. In fondo, a cosa serve la scuola se poi si promuovono tutti? Perché un ragazzo dovrebbe sentirsi motivato a impegnarsi, se il risultato che raggiunge è lo stesso di chi non si impegna? È la domanda che abbiamo fatto ad uno studente di seconda media. La sua risposta è stata: “Ho una media alta di voti, tra il 7 e il 10. Però, quando vedo che chi non studia viene promosso lo stesso, provo rabbia. È da quando andavo alla scuola primaria che ci minacciano di bocciarci se non studiamo, ma alla fine nessuno viene bocciato. Nemmeno chi non ha fatto nulla tutto l’anno. Mia madre mi ripete che la cultura serve a me, ma sento comunque di subire un’ingiustizia.”

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